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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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REVIEW  MALATTIE DELL'ESOFAGO


Minerva Chirurgica 2002 Dicembre;57(6):795-810

lingua: Inglese

Esophagectomy for esophageal cancer

Swanson S. J., Linden P.


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Questa review considera le tecniche di esofagectomia nel trattamento del carcinoma esofageo e fornisce le linee-guida per ottimizzare le possibilità di cura dei pazienti, minimizzare il rischio di fistolizzazione (che comporta un tasso di mortalità anche del 50%) e ridurre le complicanze, quali l'insufficienza respiratoria e le infezioni polmonari. Le 4 modalità di accesso per la resezione e la sostituzione più comunemente utilizzate includono la transiatale, la transtoracica (Ivor-Lewis), la tri-incisionale (emitorace destro e quindi addome e lato sinistro del collo contemporaneamente) e l'emitorace sinistro (tumori della porzione distale). Verrà descritta ciascuna di queste tecniche, così come l'impiego del colon e del digiuno per la sostituzione dell'esofago.
Lo stomaco costituisce il condotto di elezione per la sostituzione dell'esofago. Lo stomaco è riccamente vascolarizzato, raggiunge facilmente il collo e richiede un'unica anastomosi per ristabilire la continuità intestinale. Quando lo stomaco non è disponibile (solitamente a causa di precedenti interventi chirurgici o per pregresse patologie), la scelta del condotto ricade su colon e digiuno.
Per quanto riguarda l'esofagectomia mini-invasiva nel carcinoma esofageo, diversi gruppi di lavoro hanno un'esperienza significativa con questa metodica e riportano risultati eccellenti. Si tratta di una tecnica in continua evoluzione e permette di migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti dal carcinoma senza comprometterne la sopravvivenza.
Nei tumori del terzo medio in stadio localmente avanzato, è preferibile la toracotomia e la dissezione sotto ispezione diretta, in quanto migliora la sicurezza dell'intervento. Lo stesso può essere applicato ai tumori trattati con terapia neoadiuvante. Per i tumori della porzione distale dell'esofago, la resezione transiatale, la tri-incisionale e l'Ivor-Lewis sono probabilmente sicure in ugual misura e sembrano esitare in una sopravvivenza a lungo termine sovrapponibile.
Una fistola anastomotica intratoracica presenta conseguenze disastrose, con un tasso di mortalità che raggiunge il 50%. Un chirurgo che effettui un'esofagectomia con anastomosi intratoracica deve operare in modo che il rischio di incidenza di fistolizzazione non superi assolutamente il 5%. È necessario prendere in considerazione un'anastomosi cervicale se sono presenti fattori che possano aumentare il rischio operatorio.

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