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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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REVIEW  MALATTIE DELL'ESOFAGO


Minerva Chirurgica 2002 Dicembre;57(6):767-80

lingua: Inglese

The role of tumor suppressor genes in esophageal cancer

Raja S., Godfrey T. E., Luketich J. D.


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Il carcinoma esofageo costituisce ancora una delle 10 neoplasie più diffuse nel mondo. Sebbene i pazienti con lesioni in fase precoce abbiano una prognosi ragionevole, la maggior parte dei pazienti presentano una patologia in fase avanzata, che comporta un tasso di sopravvivenza a 5 anni pari al 5-10%. Pertanto, le sfide attuali nel trattamento del carcinoma esofageo sono volte a raggiungere una migliore comprensione delle sottostanti alterazioni biomolecolari, al fine di fornire nuove opzioni terapeutiche. Durante lo sviluppo del carcinoma esofageo si assiste ad una progressione da un epitelio di tipo premaligno ad una neoplasia che mostra con elevata frequenza un complesso eterogeneo di alterazioni geniche. La grande maggioranza dei carcinomi esofagei presentano inattivazione dei geni p53 e p16 in uno stadio precoce, seguita da difetti in altri geni come APC, Rb e ciclina D1 negli stadi più tardivi della progressione. Inoltre si stanno accumulando prove sperimentali circa il fatto che numerose regioni specifiche sparse per il genoma vanno perse con grande frequenza in queste neoplasie. In conseguenza di ciò, è verosimile che nella prossima decade assisteremo alla scoperta ed alla caratterizzazione di nuovi geni oncosoppressori potenzialmente importanti nello sviluppo del carcinoma esofageo. Le conoscenze che si vanno accumulando circa l'inattivazione dei geni oncosoppressori potrebbero in ultima analisi fornire degli strumenti diagnostici oggettivi, marcatori più accurati per predire la trasformazione maligna a partire dall'epitelio premaligno e facilitare l'introduzione di nuove opzioni terapeutiche per il trattamento del carcinoma esofageo.

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