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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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REVIEW  MALATTIE DELL'ESOFAGO


Minerva Chirurgica 2002 Dicembre;57(6):717-32

lingua: Italiano

Nuove strategie nel trattamento delle neoplasie dell'esofago

Bidoli P., Aglione S., Toffolatti L., De Candis D., Bajetta E.


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Il carcinoma esofageo è una neoplasia rara, ma attualmente in costante aumento nel mondo occidentale a causa dell'incremento d'incidenza dell'adenocarcinoma dell'esofago distale.
Nonostante i progressi ottenuti nel campo della chirurgia, la prognosi rimane grave con una sopravvivenza a 5 anni nel 10% dei casi senza sostanziali differenze tra le forme squamose e quelle ghiandolari. Alla diagnosi la malattia non è resecabile in quasi il 50% dei casi; nei pazienti tecnicamente operabili per ridurre il rischio di recidive locali o a distanza, sono state studiate nel corso degli ultimi vent'anni diverse strategie integrate utilizzando la radio e/o la chemioterapia associata o meno alla chirurgia. Tra i nuovi farmaci sono in avanzata fase di studio nuove molecole (taxani, vinorelbina, irinotecan) che, associate o meno al cisplatino, hanno evidenziato una buona attività antitumorale e tollerabilità, anche in fase metastatica di malattia. Nell'ambito delle strategie preoperatorie la radioterapia da sola non ha ottenuto alcun vantaggio rispetto alla chirurgia esclusiva. La chemioterapia preoperatoria ha invece condizionato risultati estremamente contraddittori in grado di comportare al massimo solo un modesto vantaggio nei confronti della chirurgia esclusiva. L'impiego contemporaneo della chemio-radioterapia nella malattia potenzialmente resecabile ha consentito in entrambi gli istotipi di aumentare considerevolmente la percentuale di remissioni complete patologiche rispetto alla sola chemioterapia o radioterapia, a fronte però di una maggiore tossicità. I trattamenti adiuvanti postoperatori: radioterapia, chemioterapia o la loro associazione, non hanno causato alcun sicuro vantaggio in termini di sopravvivenza a distanza e sono sconsigliati al di fuori di studi clinici controllati. I trattamenti radiochemioterapici esclusivi hanno evidenziato invece un evidente vantaggio rispetto alla sola radioterapia con risultati, in molti casi, sovrapponibili ai programmi comprendenti anche il tempo chirurgico anche se non esistono studi controllati di confronto. Tra i nuovi programmi terapeutici sono in corso trial clinici che utilizzano nuovi agenti biologici contro i recettori per i fattori di crescita, la neoangiogenesi e il processo di invasione-metastatizzazione tumorale, in associazione o meno alla chemioterapia. Infine nuovi marker, quali il dosaggio dell'antigene K1-67, la mutazione della p53 o alti livelli di timidilato sintetasi e nuove tecniche di stadiazione quali la PET, potrebbero aiutare in futuro a selezionare le strategie di trattamento ideali per ogni singolo paziente.

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