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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2002 October;57(5):597-606

lingua: Italiano

Chirurgia citoriduttiva e chemioipertermia intraperitoneale (CIIP) nel trattamento delle carcinosi peritoneali

Vaira M., Scuderi S., Costamagna D., Barone R., Aghemo B., Mioli P. R., De Simone M.


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La carcinosi peritoneale è condizione che spesso si presenta nell'evoluzione di molte neoplasie addominali od extra-addominali. La sopravvivenza di pazienti affetti da carcinosi è bassa, calcolata a circa 6 mesi per le neoplasie a partenza dal tratto gastroenterico. Nell'ultimo decennio si è sviluppata una tecnica combinata di approccio alla carcinosi peritoneale basata su interventi chirurgici che contemplano resezioni viscerali e asportazione del peritoneo colpito da neoplasia (peritonectomia), associati alla perfusione della cavità peritoneale con farmaci citostatici in ipertermia. Il razionale di questa metodica è basato sulla presenza della barriera peritoneo-plasmatica (trattiene farmaci ad elevato peso molecolare impedendone il passaggio alla circolazione sistemica); è possibile dunque utilizzare dosi di antiblastico più elevate e concentrate in un'area più limitata rispetto alla chemioterapia sistemica. L'associazione di chemioterapico ed ipertermia produce un effetto sinergico: l'ipertermia rende più efficaci e selettivi i farmaci antiblastici, ne migliora la capacità di penetrazione nelle cellule e la profondità di penetrazione nei tessuti neoplastici; il calore, ha poi di per sé azione antineoplastica, essendo alterati i meccanismi riparativi delle cellule tumorali nei confronti dell'azione lesiva causata dall'ipertermia.
È stata condotta una ricerca WEB sul sito Medline, selezionando gli articoli sull'argomento, con particolare riferimento al periodo 1999-2000. Gli articoli selezionati sono stati brevemente analizzati nella sezione ''Esperienze cliniche''.
Le esperienze degli autori sono state suddivise, per quanto possibile, in base alla tipologia di neoplasia suscettibile di trattamento con chirurgia+chemioipertermia: 1) carcinoma del colon-retto; 2) pseudomixoma peritonei/adenocarcinoma appendicolare; 3) carcinoma gastrico; 4) carcinoma ovarico; 5) mesotelioma peritoneale.
Le variabili che hanno un peso determinante nell'analisi dei risultati sono fondamentalmente 3: 1) selezione dei pazienti, 2) caratteristiche dell'intervento chirurgico, 3) caratteristiche della perfusione ipertermico-antiblastica. Carcinoma del colon-retto: la sopravvivenza ottenuta in pazienti già sottoposti ad intervento per la stessa malattia, da autori come P.H. Sugarbaker, è sicuramente notevole (50% a 5 anni in pazienti con citoriduzione ottimale), ma ancora più interessante è il risultato ottenuto in pazienti sottoposti al trattamento alla prima presentazione della malattia con carcinosi peritoneale (100% a 5 anni). Per questo tipo di neoplasia, è da rilevare che non tutti gli autori hanno ottenuto gli stessi risultati, con mediane di sopravvivenza inferiori anche di molto a quelle presentate dall'autore statunitense. Pseudomixoma peritonei: per questa rara neoplasia il trattamento risulta essere il ''golden standard'', con omogenea distribuzione dei dati ottenuti dalla maggioranza degli autori esaminati: sopravvivenza mediana che oscilla tra il 70% ed il 90% a 5 anni. Carcinoma gastrico: rilevata una notevole discrepanza tra i risultati ottenuti dagli autori nipponici rispetto ad altri gruppi di lavoro. Nel trattamento della carcinosi peritoneale, in linea di massima, i risultati sono abbastanza deludenti; risultati migliori sono invece stati ottenuti nell'utilizzo della metodica quale presidio adiuvante per la prevenzione dell'insorgenza della carcinosi peritoneale. Carcinoma ovarico: buoni i risultati ottenuti nei carcinomi recidivi, sarà utile l'avvio di studi fase III per validare l'utilizzo della metodica nel carcinoma ovarico all'inizio della sua storia clinica. Mesotelioma peritoneale: non esiste alternativa standardizzata nell'approccio a questa neoplasia; i risultati ottenuti sono confortanti, con buone mediane di sopravvivenza e di intervallo libero da malattia.

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