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Minerva Chirurgica 2002 August;57(4):481-8

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La biopsia del linfonodo sentinella nel melanoma maligno. Dettagli tecnici e risultati in 390 pazienti

Caggiati A., Migliano E., Potenza C., Gabrielli F., Tartaglione G., Pacchiarotti A., Ruatti P., Puddu P.


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Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro è quello di presentare la nostra esperienza nella biopsia del linfonodo sentinella per il trattamento del melanoma cutaneo, discutendo i dettagli di tecnica che possono compromettere l'efficacia della procedura ed i suoi vantaggi clinici, terapeutici e prognostici.
Metodi. Tra il mese di marzo 1996 e quello di maggio 2001 sono stati sottoposti a biopsia del linfonodo sentinella 390 pazienti affetti da melanoma primitivo della cute (T2-3, N0 M0). Tutti i pazienti, prima della biopsia del linfonodo sentinella, sono stati sottoposti ad una biopsia escissionale diagnostica delle lesioni primitive e ad esami clinici e radiografici (Rx torace, TC total body, ecografia epatica e linfonodale) per escludere una diffusione sistemica o locoregionale della malattia. Negli ultimi 315 pazienti è stata eseguita routinariamente una linfoscintigrafia preoperatoria (99mTc Nanocoll). Il rilievo intraoperatorio dei linfonodi sentinella è stato eseguito previa una infiltrazione perilesionale, intradermica, di colorante vitale (Patent Blau) associato, negli ultimi 315 pazienti, all'impiego di una g-camera intraoperatoria (Neopro-be® 2000).
Tutti i linfonodi sentinella sono stati completamente sezionati e colorati con ematossilina - eosina e con metodiche immunoistochimiche (S-100). I pazienti positivi per micrometastasi sono stati successivamente sottoposti a linfadenectomia radicale ed è stata valutata l'incidenza di metastasi negli altri linfonodi (non-sentinella) e le correlazioni di questa con lo spessore delle lesioni primitive.
Risultati. La percentuale totale di identificazione del linfonodo sentinella è stata del 97,4%. Sono state notate differenze significative in rapporto alla sede della dissezione ed all'utilizzo della g-probe. Quest'ultima rende la procedura più precisa, meno invasiva e meno costosa. Di estrema importanza è risultata la accuratezza nella esecuzione della linfoscintigrafia preoperatoria. La percentuale globale della positività del linfonodo sentinella è stata del 14,7% con delle differenze significative correlate con lo spessore della lesione primitiva (0,75 - 1,5 mm.: 5,8 %; 1,5 - 3 mm: 18%, 3 - 4 mm: 24,6%). Sono state rilevate metastasi in altri linfonodi non sentinella soltanto con lesioni primitive superiori ai 2 mm.
Conclusioni. La biopsia del linfonodo sentinella è una procedura che richiede un approccio multidisciplinare (chirurgia, medicina nucleare e anatomia patologica) ed inoltre, al fine di ottenere dei risultati affidabili, richiede una fase specifica di apprendimento della metodica (>30 pazienti).

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