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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2002 Agosto;57(4):437-48

lingua: Inglese

Biomarkers for breast cancer

Beenken S. W., Bland K. I.


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Esistono tipi differenti di marcatori biologici molecolari per il carcinoma mammario. I marcatori di rischio sono quelli associati a un aumentato rischio di sviluppare la malattia e comprendono le anomalie evidenziate dalla mammografia, le lesioni proliferative della mammella con o senza atipie, la predisposizione familiare e le anomalie ereditarie delle cellule di origine germinale. I cosiddetti marcatori di «risultato surrogato» sono costituiti da alterazioni tissutali, cellulari e molecolari che sopravvengono fra la fase di sviluppo iniziale della malattia e la sua progressione. Questi marcatori vengono utilizzati come endpoint in trial chemioterapici di breve durata. I marcatori di tipo prognostico forniscono informazioni a lungo termine indipendenti dalle terapie instaurate, mentre quelli di tipo predittivo forniscono dati riguardanti la risposta alle terapie. Fra i marcatori biologici potenzialmente utili ai fini prognostici vi sono indici di elevata proliferazione cellulare quali l'antigene Ki-67 e l'antigene nucleare delle cellule in fase di proliferazione (PCNA); l'iperespressione dei geni ER e PR; marcatori di iperespressione oncogenica quali il c-erbB-2, TGF-a e EGFr; indicatori di uno squilibrio dell'apoptosi quali un'iperespressione del gene bcl-2 e un aumentato rapporto bax/bcl-2; marcatori di un alterato segnale cellulare quali un accumulo della proteina nucleare p53; l'alterazione dei segnali di differenziazione cellulare quali un'iperespressione del gene c-myc e delle proteine ad esso correlate; la perdita di marcatori della differenziazione cellulare quali il recettore per il TGF-b II e quello per l'acido retinoico; e, infine, l'alterazione delle proteine della angiogenesi quale l'iperespressione del VEGF. Con l'allargarsi delle nostre conoscenze in tema di marcatori biologici molecolari del carcinoma mammario, sarà possibile mettere a punto indici prognostici in grado di combinare il potere predittivo dei singoli marcatori molecolari con specifiche caratteristiche cliniche e anatomo-patologiche della malattia.

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