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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  XV CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÀ POLISPECIALISTICA DEI GIOVANI CHIRURGHI
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Minerva Chirurgica 2002 Giugno;57(3):377-82

lingua: Inglese, Italiano

Utilizzo degli innesti di vena in urgenza nelle lesioni nervose periferiche

Monacelli G., Spagnoli A. M., Cigna E., Cascioli I.


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Le lesioni nervose periferiche rappresentano una condizione di facile riscontro in urgenza. La neurorrafia microchirurgica diretta rappresenta la metodica di scelta in urgenza immediata. L'innesto nervoso rappresenta l'alternativa alla neurorrafia diretta quando il difetto nervoso non ne consenta l'approssimazione diretta. La nostra esperienza sull'utilizzo di ponti venosi ha portato ad ottimi risultati funzionali che uniti alla semplice esecuzione della metodica sono alla base del nostro studio.
Negli ultimi 6 mesi abbiamo avuto 3 casi di lesioni nervose complesse con gap nervoso >2 cm. Una lesione di nervo ulnare e 1 lesione di nervo mediano trattati con innesto venoso e 1 lesione complessa di mediano e ulnare trattate con innesto di vena rovesciata.
Tutti i pazienti hanno avuto immediata risoluzione del quadro algico già nelle prime 36/48 ore. Le valutazioni elettrofisiologiche a 3 e a 6 mesi hanno dimostrato incoraggianti dati di reinnervazione. Il confronto, pur considerando il limitato numero di casi, con i dati relativi all'innesto nervoso autologo rilevano un recupero lievemente più lento ma sicuramente sovrapponibile alla metodica classica; altresì ottimi rilievi elettroneurografici sembrano evidenziarsi dall'utilizzazione dell'innesto venoso ''rovesciato''.
I vantaggi degli innesti venosi nel trattamento delle lesioni nervose periferiche in urgenza sono molteplici. Alla base di questi vi è una sovrapponibilità dei recuperi funzionali, che a nostro avviso rappresenta la conditio sine qua non di ogni nuova sperimentazione chirurgica. Inoltre la facilità di esecuzione della tecnica e la possibilità di copertura di deficit nervosi senza causare alcun danno sensitivo residuo permette indubbi vantaggi sia per il paziente che per la struttura, con riduzione dei tempi operatori e dei relativi costi.

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