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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2002 April;57(2):165-76

lingua: Inglese

Radiofrequency ablation of hepatocellular carcinoma

Curley S. A., Izzo F.


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La maggior parte dei pazienti portatori di neoplasie epatiche, primitive o secondarie, non sono candidabili all'intervento di resezione a causa delle dimensioni del tumore, dei suoi rapporti di vicinanza con strutture vascolari intraepatiche di grosso calibro che ne impediscono l'asportazione radicale, della presenza di lesioni plurime o dell'inadeguata funzione epatica secondaria a una concomitante cirrosi. L'ablazione mediante radiofrequenza (RFA) è una tecnica in fase di evoluzione, attualmente utilizzata per trattare pazienti con lesioni neoplastiche epatiche, primitive o secondarie, altrimenti non resecabili. La RFA provoca la necrosi coagulativa del tumore mediante il surriscaldamento locale dei tessuti. Le lesioni epatiche vengono trattate per via percutanea, laparoscopica o laparotomica, utilizzando gli ultrasuoni per identificarle e guidare il posizionamento dell'elettrodo ad ago della RFA. Per i tumori di diametro inferiore a 2 cm, sono sufficienti una o due applicazioni dell'elettrodo monopolare per produrre la necrosi coagulativa completa della lesione. Tuttavia, aumentando le dimensioni del tumore, aumentano il numero delle applicazioni dell'elettrodo e il periodo di tempo necessari per giungere alla necrosi coagulativa completa del tumore. Come regola generale, la RFA costituisce un metodo di trattamento sicuro, ben tollerato e efficace per le neoplasie epatiche altrimenti non resecabili di diametro inferiore a 6 cm. Il trattamento delle lesioni più voluminose richiede lo sviluppo di strumenti a radiofrequenza, mono e bipolari, di potenza e dimensioni superiori.

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