Home > Riviste > Minerva Chirurgica > Fascicoli precedenti > Minerva Chirurgica 2002 February;57(1) > Minerva Chirurgica 2002 February;57(1):29-34

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,115


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2002 February;57(1):29-34

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Carcinoma intestinale e morbo di Crohn. Presentazione di 4 casi e revisione della Letteratura

Prati M., Quadri F., Botti F., Carrara A., De Simone M., Cioffi U., Contessini Avesani E.


PDF  


Obiettivo. L'associazione tra Morbo di Crohn (CD) e carcinoma intestinale è ormai accettata in letteratura. Non esiste tuttavia consenso fra i diversi Autori sulla valutazione dell'entità del rischio relativo e sull'importanza dei fattori predisponenti, quali l'età di insorgenza, la durata, la distribuzione delle lesioni e le caratteristiche della malattia di Crohn. La cancerizzazione secondaria a CD si presenta precocemente rispetto alla popolazione normale (46 anni per le localizzazioni ileali, 55 per le localizzazioni coliche), mentre l'intervallo tra la diagnosi di CD e la degenerazione neoplastica appare più variabile (range 8-27 anni.).
Metodi. Dal gennaio 1992 al luglio 2000 presso il nostro Istituto sono stati sottoposti ad intervento chirurgico per CD 130 pazienti.
Risultati. 4 pazienti sono risultati portatori di carcinoma intestinale insorto su lesioni da CD: tre a localizzazione ileale, uno a localizzazione colica. L'età media osservata alla diagnosi è 54 anni. La durata media della malattia infiammatoria è 7 anni. Tre pazienti sono liberi da recidiva neoplastica rispettivamente a 5, 8, 11 anni; un paziente è deceduto dopo tre mesi dall'intervento per carcinosi peritoneale.
Conclusioni. In considerazione dei dati osservati in letteratura e alla luce della nostra esperienza riteniamo comunque difficile identificare un gruppo di pazienti a rischio. È tuttavia nostra convinzione che si debbano applicare protocolli di sorveglianza per i pazienti portatori di retto colite ulcerosa così come per quelli affetti da CD da molti anni.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail