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MINERVA CHIRURGICA

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Minerva Chirurgica 2001 December;56(6):547-52

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Ernie inguinali recidive ad ernioplastica con protesi (Un problema emergente?)

Garavello A., Manfroni S., Teneriello G. F., Mero A., Antonellis D.


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Obiettivo. Nonostante il significativo progresso apportato dalle tecniche ''tension free'' le ernie recidive ad ernioplastica con mesh non sono di rara osservazione.
Metodi. Gli Autori riportano qui la loro esperienza in 24 casi di ernia recidiva ad ernioplastica con protesi (23 pazienti di sesso maschile, 1 paziente di sesso femminile, età minima 28 anni, massima 78 anni, media 58 anni) giunti alla loro osservazione nel periodo gennaio 1994-dicembre 2000; in 22 pazienti si trattava di recidive ad ernioplastica eseguita per via anteriore (tecnica di Lichtenstein 5 pazienti, Trabucco 7 pazienti, non classificabile 10 pazienti), in altri due casi rispettivamente ad ernioplastica laparoscopica e ad intervento secondo Stoppa per ernia bilaterale.
Risultati. Il tempo medio di recidiva dal primo intervento è risultato di 17 mesi. La causa di insuccesso più frequentemente rilevata è stata la dislocazione della mesh o del plug (15 pazienti), seguita dall'inadeguato confezionamento del neoanello inguinale interno (6 pazienti) con recidiva obliqua esterna e infine dal cedimento del punto di sutura a livello del pube (2 pazienti) con recidiva di tipo polare inferiore; in un paziente era stata posizionata una protesi riassorbibile.
Conclusioni. Le ernioplastiche con mesh hanno rappresentato un indubbio progresso nella terapia dell'ernia inguinale, ma l'esperienza clinica sta dimostrando che, oltre ad un adeguato training del chirurgo operatore, la sutura di una mesh di ampie dimensioni ed il confezionamento di un efficace «neoanello» inguinale rappresentano condizioni irrinunciabili per un buon risultato.

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