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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Minerva Chirurgica 2001 Agosto;56(4):409-12

lingua: Italiano

Gravi complicanze della gastroplastica a bendaggio verticale. Caso clinico

Franciosi C. M., Mussi C., Angelini C., Romano F., Musco F., Caprotti R., Uggeri F.


PDF  ESTRATTI


La gastroplastica a bendaggio verticale, originariamente inventata da Mason nel 1982, si è dimostrata essere un efficace metodo di controllo dell'obesità patologica (BMI>40 kg/m2). Col diffondersi di questa procedura e l'introduzione dell'approccio laparoscopico, sono state descritte, in letteratura, numerose complicanze associate a questo tipo di intervento: reflusso gastroesofageo, esofagiti, gastriti, sanguinamento e perforazioni gastriche, vomito incoercibile, dislocazione e decubito dell'anello di rinforzo gastrico, colelitiasi, fistole, stenosi dello stoma gastrico, deiscenza della sutura verticale. La necessità di rioperare i pazienti, per l'inefficacia del trattamento o per la correzione delle complicanze a breve e lungo termine, si verifica nel 2-10% dei casi. La morbosità e la mortalità associate ai reinterventi sono ancora elevate e allo stato attuale è difficile identificare i criteri per un'appropriata procedura di revisione, che può avvenire, a seconda del quadro clinico e radiologico, per via endoscopica, laparoscopica o laparotomica.
La deiscenza della sutura verticale, osservata nel 10-20% dei casi, sebbene spesso decorra in modo asintomatico, può esitare in gravi complicanze, quali fistole, peritonite e sepsi.
Riportiamo il caso di una giovane donna sottoposta ad intervento di gastroplastica a bendaggio verticale per obesità patologica (117 kg, BMI 42/m2, h 167 cm) e successive laparotomie nel tentativo di correzione della deiscenza della sutura verticale. Quando la paziente è giunta alla nostra osservazione era in shock settico e ARDS ed è stata sottoposta a gastrectomia totale con esofago-digiuno anastomosi T-L su ansa alla Roux.

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