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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2001 Agosto;56(4):365-82

lingua: Italiano

La chirurgia endoscopica delle perforanti. Revisione della letteratura ed esperienza personale

D'Angelo F., Callini E., Zorzoli C., Boccalon L.


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La tecnica endoscopica per il trattamento delle vene perforanti insufficienti alla gamba è stata recentemente introdotta nella pratica chirurgica per il trattamento delle forme gravi di insufficienza venosa cronica. In base alla classificazione CEAP l'indicazione primaria riguarda i pazienti considerati in classe 5 e 6, cioè con lesioni ulcerative recidivanti o con ulcere attive. Presso il nostro centro di Chirurgia Vascolare dell'Azienda Ospedaliera G. Salvini di Garbagnate Milanese sono stati eseguiti 53 interventi di legatura sotto fasciale per via endoscopica (SEPS) in due anni. Lo studio prospettico è stato eseguito su 24 pazienti che presentano attualmente un follow-up di 6-18 mesi. La lesione ulcerativa era presente in 8 casi (33%) mentre in 16 casi (66%) presentavano una anamnesi di ulcere recidivanti. Il controllo clinico ad un mese evidenziava la guarigione di tutte le lesioni ed un miglioramento clinico soggettivo ed obbiettivo della ipodermosclerosi. Il controllo clinico a 12 mesi di distanza evidenziava la ricomparsa di lesione ulcerativa in 4 pazienti (16%). L'indubbia efficacia della metodica nelle esperienze di numerosi A. e l'analisi dei risultati ottenuti ci permettono di trarre alcune conclusioni: il miglior risultato si ottiene nei casi in cui è presente la sola insufficienza delle perforanti; l'insufficienza del circolo superficiale va sempre trattata contemporaneamente o meglio in prima istanza rivalutando in seguito l'opportunità di intervenire sulle perforanti; i circoli superficiali ectasici residui vanno trattati con terapia sclerosante onde evitare un effetto «spugna» con recidiva a breve della lesione ulcerativa.

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