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Minerva Chirurgica 2001 August;56(4):357-64

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Incontinenza fecale. Nostra esperienza nella riparazione sfinterica diretta

Di Bella F., Blanco G. F., Giordano M., Torelli I.


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Obiettivo. L'incontinenza fecale è un'invalidante infermità causa di isolamento sociale, la cui reale incidenza è difficile da valutare con esattezza per il fatto che spesso i pazienti o sono restii a parlarne, anche con il proprio medico, o diffidano della terapia chirurgica. Scopo del presente lavoro è riportare la nostra esperienza in tema di ricostruzione sfinteriale mediante riparazione sfinterica diretta in pazienti affetti da incontinenza fecale post-traumatica.
Metodi. Nel periodo 1981-2000 sono stati trattati chirurgicamente 7 pazienti affetti da incontinenza fecale secondaria a lesioni traumatiche dell'apparato sfinteriale anale; l'eziologia era sostenuta da trauma da impalamento nel 1° caso, da pregressa lesione ostetrica nel 2° caso e, nei rimanenti 5 casi, da pregressa fistulectomia. In tutti i casi è stata eseguita la riparazione sfinterica diretta dopo reperimento ed isolamento dei due capi retratti dello sfintere sezionato. La ricostruzione sfinterica è stata sempre accompagnata da un'alimentazione parenterale totale condotta nel postoperatorio per due settimane circa. In nessun caso è stata confezionata una colostomia di protezione.
Risultati. I risultati sono stati ottimi in 5 casi, con completo ripristino della continenza e normalizzazione delle pressioni basali e di contrazione volontaria alla manometria postoperatoria. Nei 2 restanti casi si è ottenuto solo un modesto miglioramento a causa della concomitante presenza di una neuropatia dei pudendi. In tutti i casi non si è verificata alcuna infezione della ferita operatoria.
Conclusioni. È auspicabile che l'incontinenza fecale trovi sempre maggiore attenzione in campo medico per quanto riguarda sia la semeiologia strumentale che la terapia medica e chirurgica. In particolare, la sfinteroplastica diretta è in grado di ripristinare una continenza soddisfacente in un numero non trascurabile di pazienti con lesioni traumatiche singole del complesso sfinteriale anale non associate a neuropatia dei pudendi, affrancandoli così da una condizione gravemente invalidante.

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