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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2000 Dicembre;55(12):835-40

lingua: Italiano

Riparazione chirurgica del petto escavato mediante fissazione interna con barre metalliche (Esperienza clinica su 51 casi)

Moretto G., Pollini G. P., Pellini F., Nardo A., Stimamiglio P., Sandrini R., Fiorini E.


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Obiettivo. Vasto è lo spettro delle malformazioni congenite del torace. Fortunatamente, quelle pericolose per la vita (es. ectopia cordis, malattia di Jeune) sono più rare rispetto al petto escavato e carinato.
Il petto escavato è la più comune malformazione della parete toracica anteriore, esso è determinato dalla depressione posteriore dello sterno e delle cartilagini costali dalla terza alla ottava. Si riscontra più frequentemente nei maschi che nelle femmine (rapporto 4:1).
Nonostante la deformità sia riconoscibile già alla nascita, specialmente durante il pianto, essa peggiora progressivamente durante la gioventù, determinando talora deficit respiratori e cardiaci.
Metodi. Gli Autori riferiscono circa la loro esperienza nella correzione del petto escavato conseguita nel periodo aprile 1970 - gennaio 1998 presso l'Ospedale Policlinico Borgo Roma di Verona.
Durante tale periodo 51 pazienti affetti da tale malformazione (età media 14 anni) sono stati trattati chirurgicamente.
Nella maggioranza dei casi (94%) l'intervento è risultato essere stato richiesto esclusivamente per motivi di ordine estetico e psicologico.
Il grado di gravità della malformazione (determinato secondo la classificazione di Chin) è stato: tipo I in 59,6% dei pazienti, tipo II in 31,4% e tipo III in 11,7%.
In tutti i casi, la tecnica chirurgica adottata è stata una forma modificata della tecnica originaria di Ravitch (resezione sottopericondrale delle cartilagini costali deformi, osteotomia trasversale dello sterno e fissazione interna mediante barre in acciaio).
Nella nostra esperienza abbiamo ritenuto indicato l'intervento al fine di correggere un difetto già presente o per prevenirne un'ulteriore progressione. Non riteniamo infatti possano verificarsi spontanee regressioni.
Risultati. Il follow-up è variato tra i 4 e i 18 anni. Il risultato determinato in accordo alla classificazione di Humphreys è stato: eccellente in 64,7% dei casi; buono in 17,7%; discreto in 9,8% e scarso in 7,8%.
Conclusioni. La tecnica da noi adottata ha dimostrato di essere sicura, efficace con bassi tassi di complicazioni e priva di mortalità, ottenendo inoltre risultati soddisfacenti.

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