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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2000 November;55(11):759-70

lingua: Italiano

Il trapianto di fegato da familiare vivente: sele-zione dei riceventi e donatori

Emond J., De Luca T.


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Il trapianto di fegato da familiare vivente risulta una valida alternativa al trapianto da cadavere specialmente in una era dove la disponibilità di organi non riesce a compensare la lunga lista d'attesa.
Tale procedura inizialmente è stata introdotta per far fronte alla scarsità di organi nei casi pediatrici, ma la rapida crescita della domanda per il trapianto di fegato ha portato alla sua estensione anche alla popolazione adulta.
Tutto questo non è stato esente da problemi di carattere etico, logistico e tecnico.
L'aspetto etico è stato ampiamente dibattuto, e per l'accetabilità di tale procedura dovevano essere rispettati tre punti criticici il bisogno di un innovazione, l'accettabilità dei rischi e benefici e un adeguato consenso informato.
L'aspetto tecnico è fondamentale per la riuscita di tale procedura e richiede da una parte una buona conoscenza ed esperienza nella chirurgia epato biliare, dall'altra l'utilizzazione di un'alta risoluzione visiva, punto cruciale per la buona riuscita delle anastomosi vascolari.
Le indicazioni per il trapianto da familiare vivente sono le stesse di quelle per un trapianto standard, l'unica eccezione viene fatta per pazienti adulti in status 2A dove l'avanzato scompenso epatico dovuto a una malattia epatica cronica diminuisce le probabiltà di successo, soprattutto perché il graft di un donatore vivente risulta sempre più piccolo rispetto alle dimensioni ideali per il ricevente.
Di fronte alla grave scarsità di organi il trapianto da familiare vivente risulta essere un'importante alternativa sia nella popolazione pediatrica che adulta. La sfida nella prossima decade quindi è quella di allargare il LRT a un sempre più crescente numero di pazienti, senza tuttavia compromettere la salute del donatore.

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