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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2000 Settembre;55(9):593-8

lingua: Italiano

Ernioplastica con rete in prolene secondo Lichtenstein (Risultati su 692 casi)

Franciosi C., Romano F., Caprotti R., De Fina S., Colombo G., Visintini G., Sartori P., Uggeri F.


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. La riparazione dell'ernia inguinale con rete in polipropilene secondo Lichtenstein, con tecnica «tension free», si è dimostrata efficace nell'ovviare in maniera definitiva al difetto erniario, permettendo il consolidamento della parete posteriore del canale inguinale e riducendo il rischio di recidiva da tensione sulla linea di sutura ed il dolore postoperatorio. Riportiamo la nostra esperienza su 692 pazienti.
Metodi. Dal gennaio 1989 al dicembre 1997 presso la Clinica Chirurgica dell'Ospedale San Gerardo di Monza sono stati trattati con tale tecnica 692 pazienti. L'età media era di 60 anni (18-88) con un rapporto maschi femmine di 13:1. In 185 casi l'intervento è stato eseguito in anestesia locale, in 317 in epidurale ed in 190 in anestesia generale. Si trattava di 647 ernie primitive (411 obliquo-esterne e 236 dirette) e 45 recidive. In 619 pazienti l'ernia era monolaterale, mentre in 73 era bilaterale. In 40 casi l'ernia era incarcerata ed in 8 strozzata.
Risultati. La degenza media è stata di 2,3 giorni (range 1-8) e si sono verificate 11 (1,6%) complicanze precoci e 32 (4,6%) tardive. Fra le precoci da segnalare una infezione profonda che ha costretto ad una rimozione della protesi, 3 ematomi, 2 sieromi e 2 suppurazioni di ferita. Fra le tardive un solo caso di recidiva dell'ernia (0,14%) e 25 casi di nevralgie inguinali persistenti.
Conclusioni. I risultati da noi conseguiti con la tecnica di Lichtenstein nel trattamento dell'ernia inguinale confermano la semplicità di esecuzione, l'attuabilità in anestesia locale, la ridotta morbilità e l'assenza pressoché assoluta di recidive con tale metodica.

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