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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2000 June;55(6):389-94

lingua: Italiano

Colecistectomia videolaparoscopica (Esperienze e risultati su 1019 casi)

Franciosi C., Caprotti R., De Fina S., Romano F., Colombo G., Musco F., Rivolta C., Uggeri F.


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Obiettivo. La colecistectomia per via laparoscopica (VLC) è considerata ormai da alcuni anni il trattamento standard per la litiasi della colecisti. I dati inerenti alla morbilità di questa metodica riportati in letteratura variano fra l'1 ed il 6%, con una mortalità compresa fra lo 0 e lo 0,9%, mentre i tassi di conversione si attestano su valori compresi fra il 3,6% ed il 7,2%. Riportiamo i dati relativi alla nostra esperienza, costituiti da una casistica di 1019 interventi.
Dal 1991 al 1998 presso la nostra Divisione sono state eseguite 1019 VLC. Dei 1019 pazienti 361 erano maschi e 658 femmine con un rapporto M:F di 1:2. L'età media è risultata di 51 anni (range 5-85). Le indicazioni sono state le seguenti: 647 litiasi sintomatiche, 28 idropi calcolotiche, 121 empiemi calcolotici, 76 colecistiti acute litiasiche, 134 calcolosi colecisto-coledociche e 13 colecistopatie alitiasiche.
Risultati. L'intervento è stato condotto a termine per via laparoscopica in 958 casi (94%), mentre si è resa necessaria la conversione in colecistectomia a cielo aperto in 61 interventi (6%). La durata media dell'intervento è stata di 65 minuti (range 30-240) con una degenza media postoperatoria nella serie di 2,1 giorni (range 1-10). Non abbiamo riscontrato alcun caso di decesso. Abbiamo avuto un totale di 18 complicanze postoperatorie (1,8%) della quali 7 maggiori (0,8%) e 11 minori (1%). Fra le complicanze maggiori segnaliamo un solo caso di lesione della via biliare principale (0,1%).
Conclusioni. Considerando i bassi tassi di conversione e la scarsa incidenza di complicanze precoci e tardive, la assenza di danni da VLC (lesioni della VBP), i vantaggi per il paziente, e le possibilità di perfezionamento di questa metodica, essa può essere considerata come standard di riferimento per il trattamento della litiasi biliare.

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