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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2000 Maggio;55(5):333-40

lingua: Italiano

Diagnosi e trattamento del feocromocitoma

Bonati L., Rubini P., Guareschi C.


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Il riconoscimento precoce di un feocromocitoma è necessario sia per prevenire le gravi complicanze cardiovascolari connesse con l'ipertensione sia per la possibilità di riscontrare forme maligne nel 10% dei casi.
Le variazioni pressorie, in particolare le crisi ipertensive e l'ipertensione stabile, costituiscono il dato clinico saliente. Il sospetto di feocromocitoma si deve porre inoltre in presenza di vari sintomi, di cui quelli di più frequente riscontro sono cefalea, cardiopalmo e sudorazione. I dosaggi plasmatici ed urinari delle catecolamine e dei metaboliti forniscono una sensibilità elevata, compresa rispettivamente tra 60-100% e 72-99%. La CT e la RM hanno assunto un ruolo prioritario nella valutazione della sede, presentando una sensibilità del 100% per le localizzazioni uniche surrenaliche e rispettivamente del 64% e del 88% per le sedi extrasurrenaliche. La scintigrafia con MIBG ha un utilizzo importante nel follow-up per la ricerca di recidive o metastasi. La preparazione farmacologica preoperatoria con a e b bloloccanti o con calcio-antagonisti ha ridotto sensibilmente la morbilità e la mortalità perioperatoria. La via di accesso di scelta è quella transperitoneale mediana o sottocostale, in quanto fornisce i vantaggi di un eventuale ampliamento e dell'esplorazione dell'addome. Una precisa localizzazione preoperatoria di un feocromocitoma unico, non familiare, presumibilmente benigno e di diametro inferiore ai 7-10 cm costituisce una indicazione corretta al trattamento miniinvasivo videolaparoscopico. La sopravvivenza libera da recidive è valutata del 92% e del 80%, rispettivamente a 5 e 10 anni; in pazienti senza recidive la regressione dell'ipertensione è stata osservata nel 75% e nel 45% dei pazienti, rispettivamente a 5 e 10 anni. Per i feocromocitomi extra-surrenalici è stato riportato un maggior riscontro di forme maligne (36%) ed una elevata incidenza di recidive o di malattia persistente (32%).

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