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Minerva Chirurgica 2000 May;55(5):319-24

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il diverticolo di Meckel (Nostra esperienza)

Cennamo A., Tolomeo R., Sparavigna L., Izzo A.


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Obiettivo. Lo scopo del lavoro è stato quello di mettere in evidenza in base ad uno studio retrospettivo in quale percentuale si sia evidenziata la presenza del diverticolo di Meckel in rapporto alla patologia appendicolare e se sia stato sempre utile una sua asportazione chirurgica anche se asintomatico.
Metodi. Lo studio è stato svolto presso l'Istituto di Chirurgia d'Urgenza della Seconda Università degli Studi di Napoli (Direttore: Prof. R. Docimo) su 1211 pazienti portatori di una patologia simil-appendicolare, giunti alla nostra osservazione sia in elezione che in urgenza, dal 1973 ad oggi.
La presenza del diverticolo di Meckel è stata diagnosticata raramente nel preoperatorio; esso è stato riscontrato occasionalmente sia in elezione in pazienti portatori di altra patologia addominale, soprattutto appendicopatia, sia in urgenza in pazienti giunti al tavolo operatorio per una patologia acuta (occlusione, peritonite) da esso causata.
Noi abbiamo sempre proceduto ad un'ablazione chirurgica del diverticolo (diverticulectomia o resezione intestinale) anche quando esso era asintomatico.
Risultati. I risultati sono stati soddisfacenti ed i pazienti controllati dopo un anno non hanno lamentato particolari disturbi.
Conclusioni. Siamo convinti che in corso di appendicectomia, per prassi, bisognerebbe andare alla ricerca del diverticolo di Meckel, che, se presente, deve essere sempre asporato anche se asintomatico, poiché i problemi secondari ad una sua complicanza sono senza dubbio più gravi rispetto ad eventuali disturbi legati ad una asportazione chirurgica.

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