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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,877

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4733

Online ISSN 1827-1626

 

Minerva Chirurgica 2000 Aprile;55(4):283-90

 NOTE DI TERAPIA

Il varicocele essenziale (Quale trattamento?)

Tosato F., Passaro U., Vasapollo L., Carnevale L., Scocchera F., Marano S., Tosato M., Martone N., Paolini A.

Scopo del presente lavoro è fare una messa a punto del problema del trattamento del varicocele essenziale alla luce delle diverse e più recenti esperienze chirurgiche e scleroterapiche retrograde.
Un'ampia revisione della letteratura evidenzia un alto tasso di recidive e persistenza della malattia (con percentuali oscillanti intorno al 10-20%) seguendo le due più usate metodiche: scleroterapia retrograda sotto controllo radioscopico e legatura chirurgica retroperitoneale od inguinale alta della vena spermatica interna, quest'ultima metodica preferita nella nostra scuola fino al 1997. Il numero di insuccessi, elevato soprattutto in rapporto alla benignità dell'affezione (superiore al 10% nella nostra casistica di oltre 100 pazienti controllati clinicamente e flussimetricamente) spinge gli Autori a suggerire un intervento combinato simultaneo di legatura della vena spermatica interna ed esterna a livello dell'anello inguinale interno. Motivi anatomici confermano l'opportunità di tale procedura in quanto il coinvolgimento del sistema della vena spermatica esterna si verifica in circa il 20% dei casi di varicocele essenziale secondo molteplici studi flebografici. Si elimina la possibilità di fuga attraverso la vena spermatica esterna nei casi in cui tale vaso venga preservato e che sembra frequente soprattutto nei varicoceli di III grado con presenza di rami anastomotici plurimi tra i due sistemi. Tale procedura può essere effettuata sia in anestesia generale che locale, non comporta incremento nella degenza postoperatoria e presenta complicanze postchirurgiche sovrapponibili a quelle degli altri interventi proposti, cioè assai accettabili. La metodica laparoscopica pur tecnicamente eseguibile con relativa facilità in prossimità dell'anello inguinale interno non sembra giustificata per il maggior costo ed uguale compliance nel paziente. Peraltro laparoscopicamente non è possibile procedere in anestesia locale.

lingua: Italiano


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