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Minerva Chirurgica 2000 April;55(4):235-8

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Trattamento dell’ernia inguinale (Contributo casistico)

Paron L., Lombardo G., Tomaselli F.


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Obiettivo. Obiettivo del lavoro, come illustrato nell'introduzione, è di valutare come e quanto è cambiato il trattamento chirurgico dell'ernia inguinale nell'arco degli ultimi anni. Confortati dalla bibliografia, gli Autori sottolineano come la possibilità di utilizzare materiali protesici eterologhi via via più resistenti e tollerabili abbia supportato la recente e rapida diffusione delle tecniche «tension-free», a scapito di quelle tradizionali, con buoni risultati a lungo termine. Lo sviluppo di tali tecniche è andato di pari passo con il crescente utilizzo del day hospital, consentendo una sensibile riduzione dei costi di degenza per le Aziende Sanitarie.
Metodi. Gli Autori presentano la casistica operatoria di un reparto ospedaliero di chirurgia generale con annesso day hospital relativa al trattamento dell'ernia inguinale negli ultimi sei anni. Viene presentato il contributo casistico della I Divisione di Chirurgia Generale dell'Ospedale Nuovo Martini di Torino relativo al periodo dal gennaio 1993 al luglio 1998 comprendente n. 1387 pazienti.
Risultati. A conferma di quanto affermato, nel breve arco di tempo esaminato, la percentuale di interventi per ernia inguinale eseguiti in regime di ricovero è passata dal 92,9 al 22,4%, mentre i day hospital sono cresciuti dal 7,1 al 77,6%. Contem-poraneamente le tecniche di plastica tradizionale (Bassini, Shouldice) sono state via via abbandonate a favore della plastica secondo Lichtenstein che è stata eseguita in oltre il 76% dei casi di ernia monolaterale e in oltre il 55% dei casi di ernia bilaterale. Gli interventi sono stati eseguiti perlopiù in anestesia locale (98% dei casi), sempre praticata dal chirurgo, utilizzando inizialmente protesi di mersilene, ben presto soppiantate da quelle in prolene, entrambe ben tollerate in oltre l'84% dei casi. E' stata sempre eseguita antibioticoprofilassi short-term, mentre la terapia antidolorifica nel postoperatorio è stata limitata all'uso di analgesici minori.
Conclusioni. In conclusione si può affermare che in un arco di tempo relativamente breve il trattamento chirurgico dell'ernia inguinale ha subito un cambiamento radicale, sia per quanto concerne la tecnica operatoria, che ha visto la diffusione crescente dell'impiego delle protesi, sia per le indicazioni al ricovero in regime di day hospital, aumentate progressivamente grazie alla affidabilità e tollerabilità dell'«hernia mesh» e all'impiego dell'anestesia locale.

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