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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2000 April;55(4):227-34

lingua: Italiano

La chirurgia dei grandi laparoceli (Esperienza di scuola 1990-1997)

Tosato F., Montesano G., Vasapollo L., Carnevale L., Paolini G., Scocchera F., Piraino A., Palermo S., Marano S., Corsini F., Tosato M., Paolini A.


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Obiettivo. Gli Autori affrontano il tema del trattamento chirurgico dei grandi laparoceli convenzionalmente definiti da un'estensione maggiore di 10 cm. La difficoltà di riposizionare i visceri che hanno ormai perso diritto di domicilio nella cavità addominale, costituisce motivo di notevole aumento della pressione endo-addominale con conseguenze gravi nel decorso postoperatorio e ciò spinge all'utilizzo di materiali protesici che consentono una chiusura della cavità addominale con tecnica Tension-Free.
Metodi. L'esperienza personale e d'Istituto è di 45 pazienti, portatori di grandi laparoceli, suddivisi in: 21 con sede sovraombelicale, 14 ombelicale, 10 periombelicale; 7 volte si è proceduto a sutura semplice, 36 volte a ricostruzione secondo Stoppa, 2 volte ad apposizione di rete Goretex internamente e Marlex esternamente.
Risultati. Non si sono avute né mortalità, né recidive di malattia, solo alcune complicanze tra cui 9 casi di infezione superficiale, 1 caso di occlusione intestinale e 2 di sieroma sottocutaneo.
Conclusioni. Alla luce di tale esperienza e di un'ampia revisione di letteratura gli Autori traggono alcune nette conclusioni. Sono fondamentali: un'accurata toilette ed un'attenta valutazione della funzionalità respiratoria; soprassedere all'intervento chirurgico in caso di flogosi e, ove questo sia improrogabile, evitare l'uso di materiali protesici o quanto meno ripiegare su protesi riassorbibili; l'emostasi deve essere molto accurata ed un drenaggio in aspirazione per 24-48 ore preserva dal rischio di ematomi periprotesici spesso causa di successive infezioni.
L'impiego di materiali protesici sottomuscolari merita oggi un uso più estensivo garantendo una sutura Tension-Free. Viene infine ribadito in modo categorico la scelta di protesi in PTFEe a contatto con la matassa intestinale.

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