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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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NOTE DI TECNICA  


Minerva Chirurgica 2000 Marzo;55(3):189-96

lingua: Italiano

Chirurgia dei laparoceli

Siragusa G., Geraci G., Guzzino M., Modica G., Bazan P.


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Obiettivo. Gli Autori riportano una tecnica personale di laparoalloplastica utilizzata nella chirurgia riparativa dei laparoceli voluminosi, di confine e recidivi (LVCR).
Metodi. Disegno sperimentale: valutazione retrospettiva dei casi osservati negli ultimi 3 anni. Ambiente: Divisione di Chirurgia Generale, Oncolo-gica e Toracica. Dipartimento di Discipline Chirurgiche ed Anatomiche. Policlinico Università di Palermo. Pazienti: sono stati selezionati 24 pazienti affetti da LVCR, nei quali è stata applicata la metodica descritta. Interventi: i pazienti sono stati sottoposti ad una tecnica di laparoalloplastica con protesi in polipropilene, che prevede l'utilizzazione di parte del sacco erniario in buon stato di vascolarizzazione, per garantire non solo la chiusura completa dello strato peritoneale sotto la protesi, evitando il contatto tra quest'ultima ed i visceri, ma anche la chiusura dello strato soprastante la protesi, evitando cosi il contatto diretto tra questa ed il sottocute. Rilevamenti: sono stati valutati morbilità e morbilità.
Risultati. I pazienti sono stati dimessi tra la VII e la XV giornata postoperatoria.
La mortalità è stata nulla. In 4/24 pazienti sono state osservate le seguenti complicanze: un caso di febbre elevata postoperatoria con insufficienza respiratoria; due casi di infezione superficiale della ferita chirurgica; un caso di vasta suppurazione cutanea, senza coinvolgimento della protesi.
Nel follow-up, di durata compresa tra 6 mesi e 3 anni, non è stato riscontrato nessun caso di recidiva.
Conclusioni. Sebbene la casistica sia esigua, il follow-up non sempre adeguatamente lungo e vi sia la mancanza di riscontri randomizzati, per cui non è possibile una valutazione scientifica dei risultati, appare interessante il poter disporre di una tecnica che consenta di evitare il contatto tra la protesi ed i visceri, con le conseguenze in termini di aderenze post-operatorie, oltre che isolare la protesi dallo spazio sottocutaneo, a volte coinvolto da fatti suppurativi.

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