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Minerva Chirurgica 2000 March;55(3):139-46

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Gli accessi venosi centrali nel paziente oncologico

Ragusa M., Alberti D., Argento R., Avenia N., Bartolucci R., Esposito S., Ferilli F., Marini C.


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Obiettivo. L'utilizzo di protocolli chemioterapici contenenti farmaci antiblastici, ed il monitoraggio ematochimico dei pazienti ad essi sottoposti rendono necessari accessi venosi affidabili e duraturi. Le infusioni prolungate e l'effetto sclerosante di molti chemioterapici possono danneggiare l'intima vasale, con conseguenti tromboflebiti chimiche. Anche la possibilità di stravaso dei farmaci, alcuni dei quali altamente necrotizzanti, può rappresentare un evento estremamente dannoso per il paziente.
L'applicazione di sistemi venosi totalmente impiantabili (SVI) ha avuto inizio nel 1982, negli Stati Uniti, ove attualmente vengono impiantati 500.000 sistemi l'anno. In Italia tale metodica è di acquisizione relativamente recente, con andamento in continua espansione. Parallelamente alla diffusione dei SVI, si sono evolute le tecniche d'impianto: alla via chirurgica è stata affiancata la via percutanea, da molti Centri al momento considerata metodica di scelta.
Nel presente studio gli Autori riferiscono sulla loro esperienza nell'impianto di SVI in pazienti oncologici.
Metodi. Dal luglio 1994 al febbraio 1998 presso la Clinica Chirurgica Generale e Toracica dell'Università degli Studi di Perugia sono stati impiantati 198 SVI in 195 pazienti. Nel primo periodo dell'esperienza i sistemi sono stati tutti impiantati con accesso chirurgico (150 casi). Negli ultimi 12 mesi la via di scelta è stata quella percutanea, con 48 impianti.
Risultati. Sono state osservate complicanze precoci e tardive: tra le prime pneumotorace, ematoma, malposizionamento; tra le seconde infezione, trombosi della vena succlavia, rottura del catetere.
Conclusioni. Gli Autori discutono i propri risultati alla luce di un'ampia revisione della Letteratura internazionale, analizzano vantaggi e svantaggi delle diverse vie di impianto e sottolineano note di tecnica utili nel prevenire l'insorgenza di complicanze.

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