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Minerva Chirurgica 2000 March;55(3):129-32

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Importanza dell’ultrasonografia nella diagnosi di appendicite

Sommella L., Cirone M. J., Battaglia M., Sabatini M.


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Obiettivo. Con questo studio gli Autori vogliono valutare mediante un'indagine retrospettiva la sensibilità e la specificità dell'ultrasonografia addominale in 183 pazienti ricoverati (113 donne - 70 uomini) con età compresa tra 3 e 78 anni, presso il Reparto di Chirurgia Generale dell'Ospedale Pugliese di Catanzaro, per dolori addominali e possibile appendicite acuta e sottoposti ad ecografia presso la Divisione di Radiologia dello stesso.
Metodi. La tecnica usata è stata quella dell'ultrasonografia a compressione graduale (utile per eliminare gli artefatti dei gas e ridurre la distanza dall'appendice) con un trasduttore lineare da 3,5 a 7,5 MHz. Un esame è durato in media 15 minuti, in quanto è stato effettuato da radiologi allenati a questa metodica. Il trasduttore fisso tra dito indice e pollice viene spinto in addome con entrambi i palmi delle mani come se si palpasse l'addome, pertanto quando la compressione è applicata lentamente e gentilmente il dolore è sorprendentemente ben tollerato dal paziente. Il radiologo registra se e con che grado di certezza l'appendice infiammata è visualizzata ultrasonograficamente, o può mettere in evidenza perforazioni o formazioni di ascessi e altri processi patologici. Nel nostro caso la diagnosi clinica viene supportata dallo studio radiologico ed eventualmente confermata dalle evidenze chirurgiche.
Risultati. Dei 183 pazienti esaminati, 135 sono risultati positivi all'ultrasonografia, 11 hanno rifiutato l'intervento ed il dolore si è risolto con cure farmacologiche, e 9 presentavano altra patologia (3 ulcere gastriche, 4 colecistiti acute e 2 gravidanze extrauterine).
Pertanto 115 sono risultati effettivamente positivi. Tra i 183, 48 sono risultati negativi, ma tra questi solo 39 sono risultati effettivamente negativi in quando tra gli altri 9 c'erano 3 falsi negativi, mentre 6 con altre metodiche diagnostiche sono risultati affetti da altre patologie. Anche se la diagnosi di appendicopatia è data il più delle volte dall'esame clinico, l'ultrasonografia può dare un valido contributo, sia per confermare la diagnosi clinica, sia per escludere eventuali complicanze, e può inoltre essere di valido aiuto al chirurgo per localizzare la sede dell'appendice nel caso specifico. Anche se tale metodica è in parte condizionata dalla situazione clinica del paziente, i risultati sono stati eccellenti.
Conclusioni. Per tale motivo gli Autori concludono che l'ultrasonografia dell'appendice può essere di valido aiuto nelle diagnosi di appendiciti, in particolare per quelle forme acute e subacute in cui l'esecuzione di altro esame radiologico potrebbe comportare sia il peggioramento della patologia che la comparsa di ulteriori complicanze. I benefici dell'ultrasonografia sono pertanto innegabili, la tecnica è non invasiva, di basso costo, con una specificità intorno all'80% ed una sensibilità tra l'85 e il 93%, e fornisce un metodo per riconoscere anche altre fonti del dolore addominale basso. Purtuttavia noi consideriamo l'esame clinico ancora come strumento di fondamentale importanza.

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