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Rivista di Chirurgia

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Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4733

Online ISSN 1827-1626

 

Minerva Chirurgica 2000 Gennaio-Febbraio;55(1-2):31-8

 ARTICOLI ORIGINALI

Three-year follow-up of 62 cirrhotic patients with hepatocellular carcinoma treated with chemoembolization

Gattoni F., Dova S., Uslenghi C. M.

Obiettivo. Scopo di questo lavoro è quello di presentare la nostra esperienza basata su 62 pazienti con epatocarcinoma sottoposti a chemioembolizzazione transarteriosa.
Metodi. Tra gennaio 1993 e dicembre 1996 abbiamo trattato con chemioembolizzazione 62 pazienti cirrotici con epatocarcinoma. La chemioembolizzazione è stata eseguita con iniezioni selettive o superselettive di doxorubicina cloridrato (20-50 mg) addizionata a lipiodol ultrafluido e seguita dall'embolizzazione con spongostan. Tale procedura è stata ripetuta dopo 4-6 settimane per almeno tre cicli. Il follow-up è stato condotto con esami ecografici, TC e RM periodici, valutando lo stato clinico e con test ematochimici (alfa-fetoproteina, emocromo, elettroforesi proteica, bilirubina e altri esami relativi alla funzionalità epatica e renale). I risultati della chemioembolizzazione sono stati valutati paragonando la sede, le dimensioni e l'estensione locale del tumore e la tecnica della chemioembolizzazione (lobare o segmentale, numero delle procedure effettuate) con la sopravvivenza di ciascun paziente. La lesione era singola in 51 pazienti (82,3%) e multipla in 11 pazienti (17,7%). In 6 pazienti (9,6%) la lesione aveva dimensioni maggiori di 5 cm e in 56 (90,4%) minore di 5 cm.
Risultati. Con l'angiografia, la TC e la RM è stata evidenziata necrosi completa in 49 pazienti (79%) e reperto immutato in 13 (21%). Il tasso globale della sopravvivenza è stato pari a 95,7% dopo sei mesi, 78,3% dopo un anno, 46% dopo due anni e 40% dopo tre anni. I migliori risultati sono stati ottenuti nelle lesioni con dimensioni minori di 5 cm (sopravvivenza del 100% a sei mesi, 94,8% a 12 mesi, 71,4% a diciotto mesi, 54,7% a 24 mesi, 50% a 36 mesi), singola (96,4% a sei mesi, 93,9% a 12 mesi, 71,4% a 18 mesi, 58,9% a 24 mesi e 50% a 36 mesi) e trattata con almeno tre cicli di chemioembolizzazione (100% a sei mesi, 87,8% a 12 mesi, 70,1% a 18 mesi, 48,7% a 24 mesi e 37,5% a 36 mesi). Dolori addominali e febbre sono state le complicazioni più frequenti, specie dopo la prima chemioembolizzazione: entrambe sono state lievi e transitorie e sono state trattate con terapia sintomatica. In tre pazienti è stata osservata colecistite da lipiodol, peraltro asintomatica. In nessun paziente è stata evidenziata tossicità cardiaca o leucopenia o trombocitopenia in conseguenza della tossicità sistemica da doxorubicina.
Conclusioni. Possiamo concludere che la chemio-embolizzazione è una valida scelta terapeutica nei pazienti con epatocarcinoma non trattabili chirurgicamente.

lingua: Inglese


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