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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 1999 Ottobre;54(10):657-68

lingua: Italiano

Complicanze dell'esofago di Barrett: indicazioni alla resezione esofagea (Con particolare riferimento alla displasia di alto grado)

Catrambone G., Leoncini G., Iurilli L., Queirolo A., Spinelli A., Taviani M., Mazzarino S.


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Obiettivo. L'esofago di Barrett può talvolta associarsi ad alcune complicanze quali la stenosi esofagea, l'ulcera e la displasia. In alcuni casi selezionati si pone l'indicazione alla resezione esofagea.
Metodi. Dal 1983 al 1997 sono stati sottoposti ad esofagectomia 12 pazienti affetti da esofago di Barrett «complicato».
I pazienti presentavano una lunga storia di reflusso gastroesofageo e di metaplasia di Barrett. Erano sintomatici in 10 casi e presentavano alterazioni pH-manometriche e alla scintigrafia biliare. Dieci pazienti presentavano displasia di tipo intestinale. Due pazienti avevano precedentemente subìto un intervento chirurgico antireflusso. Quattro pazienti presentavano una stenosi lunga (3-5 cm) e non dilatabile. Un paziente presentava un'ulcera esofagea perforante la parete. Un paziente presentava un quadro istologico di displasia di grado indefinito ed un rilievo ecoendoscopico fortemente sospetto per adenocarcinoma. Sei pazienti presentavano una displasia di alto grado.
Sono state eseguite 9 esofagectomie transiatali e 2 esofagectomie per via laparotomica e toracotomica destra (Ivor-Lewis).
Risultati. La mortalità a 30 giorni dall'intervento è stata nulla; sono state registrate 3 complicanze post-operatorie.
Dei 4 pazienti affetti da stenosi, 1 è deceduto 4 anni dopo l'intervento per cause non correlate mentre gli altri 3 sono viventi e si alimentano regolarmente per os dopo 12, 9 e 7 anni. Il paziente affetto da ulcera è vivente dopo 6 anni dall'intervento e si alimenta regolarmente per os.
Il paziente affetto da displasia di grado indefinito presentava sul pezzo operatorio un adenocarcinoma (stadio IIa). Il paziente è vivente a 2 anni. Tre pazienti operati per displasia di alto grado presentavano un adenocarcinoma. Due pazienti (stadio I entrambi) sono viventi a 3 e 5 anni. Un paziente (stadio IIa) è deceduto dopo 19 mesi per ripresa di malattia.
Conclusioni. In caso di esofago di Barrett «complicato» non neoplastico l'indicazione alla resezione esofagea può essere posta come estremo atto terapeutico utile, a patto che i pazienti vengano accuratamente selezionati. In particolare, in caso di displasia di alto grado il rilievo di un'elevata incidenza di adenocarcinomi misconosciuti pone l'indicazione all'esofagectomia nei pazienti che possano affrontare l'intervento.

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