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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 1999 September;54(9):597-606

lingua: Italiano

Le peritoniti postoperatorie (I criteri di reintervento)

Amorotti C., Mosca D., Palladino L., Spallanzani A., Rossi A.


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Obiettivo. Le peritoniti postoperatorie costituiscono un'entità patologica a presentazione clinica talvolta insidiosa e con conseguente incerto timing al reintervento chirurgico. Scopo del lavoro è stato rilevare il tipo e la frequenza dei segni digestivi e sistemici in rapporto al quadro anatomo-patologico per-operatorio.
Metodi. Tra il 1980 e il 1996, 119 pazienti sono stati sottoposti a reintervento per peritonite post- operatoria (PPO) presso la Clinica Chirurgica dell'Univer-sità di Modena.
La PPO è stata di origine sovramesocolica in 33 pazienti, di origine digiuno-ileale in 18, post appendicectomia in 25 e di origine colica in 40 pazienti.
Il primitivo intervento (per patologia benigna nel 66,4%, per patologia maligna nel 33,6%) era stato eseguito in urgenza per malattia complicata in 47 casi (39,5%) ed in elezione in 72 casi (60,5%).
Risultati. La mortalità globale è stata del 33,6% (40 pazienti).
Nell'ambito dei segni generali, digestivi e degli esami ematochimici si è cercato di definire, ai fini dell'indicazione al reintervento, l'importanza della positività dei parametri bioclinici e della loro precocità di comparsa. È così che sono stati identificati 20 segni che con frequenza differenti sono direttamente correlati con la comparsa di una PPO (in media positività per 5 segni bioclinici).
Conclusioni. La ricerca di questi parametri in modo sistematico ogni 4-6 ore permette di individuare le PPO ad espressione clinica incerta: nella fase decisionale è importante il rilievo di questi segni generali e digestivi soltanto apparentemente poco preoccupanti senza attendere la comparsa di una difesa addominale evidente o di una insufficienza multiorgano che aggravano la prognosi in modo pesante.

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