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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 1999 September;54(9):591-6

lingua: Italiano

L'approccio chirurgico alla patologia addominale non neoplastica nel paziente geriatrico

Siragusa G., Geraci G., Albanese L., Epifanio E.


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Obiettivo. Gli Autori valutano l'approccio più adeguato di fronte al paziente anziano affetto da patologia addominale non neoplastica.
Metodi. Valutazione retrospettiva dei casi osservati negli ultimi due anni. Il follow-up è stato eseguito per almeno 3 mesi dopo il trattamento.
Ambiente. Chirurgia Generale I Dipartimento di Discipline Chirurgiche ed Anatomiche. Policlinico Università di Palermo.
Pazienti. Sono stati trattati 92 pazienti di età compresa tra 65 e 94 anni (età media 79,5). Le patologie di più frequente riscontro sono state la colelitiasi e la patologia erniaria, sia in elezione che in urgenza.
Interventi. 76 pazienti sono stati trattati in elezione, 16 in urgenza.
Rilevamenti. Sono stati valutati il decorso post-operatorio, la morbilità e la mortalità.
Risultati. La morbilità è stata pari al 6,5%. La mortalità è stata registrata in tre pazienti, di cui uno ad un mese dal trattamento.
Conclusioni. Il paziente anziano è da considerare idoneo al trattamento chirurgico purché venga eseguito un adeguato approccio pre-, intra- e postoperatorio. In fase preoperatoria va eseguita un'accurata valutazione spesso multidisciplinare atta a valutare il rischio chirurgico (ASA e APACHE). In fase operatoria va ricercata la soluzione chirurgica più vantaggiosa tenendo conto anche dell'aspettativa di vita del paziente; ogni qualvolta sia possibile risulta vantaggioso il ricorso alla videolaparoscopia, vista la accuratezza diagnostica intrinseca della metodica nonché la capacità di modulare il gesto chirurgico successivo, che sia venga condotto con modalità videolaparoscopica sia che venga eseguita una mini-laparotomia mirata: il risultato sarà una minore aggressione chirurgica e quindi un più agevole decorso postoperatorio. In quest'ultima fase va eseguito un accurato monitoraggio dei parametri vitali e bioumorali, onde riconoscere tempestivamente eventuali cedimenti organici e/o turbe metaboliche legate allo stress chirurgico.

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