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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 1999 Luglio-Agosto;54(7-8):501-4

lingua: Italiano

Riparazione chirurgica in tempo unico di fistole esofagotracheali post-intubazione

Loizzi M., Sardelli P., Sollitto F., Lopez C., Lacitignola A., Pizzigallo M. A.


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Gli Autori riportano la loro più recente esperienza nel trattamento delle fistole tracheoesofagee non neoplastiche. Negli ultimi quattro anni abbiamo osservato tre casi di FTE) riguardanti pazienti portatori di cannula tracheostomica da 14, 2, 1 mesi. In due casi i pazienti erano in ventilazione spontanea, nel terzo invece era praticata una ventilazione meccanica. In due casi il tragitto fistoloso era localizzato in corrispondenza del punto di decubito della cannula tracheostomica, sulla pars membranacea e non si associava a concomitanti stenosi tracheali. La prima fase del trattamento è consistita nella rimozione del sondino nasogastrico, che sostiene i fenomeni di decubito che sottendono all'instaurarsi ed alla estensione della FTE e, quindi nel confezionamento di una gastrostomia con l'intento di garantire il drenaggio delle secrezioni al di sotto della fistola e, di una digiunostomia per consentire un'adeguata alimentazione e recupero del paziente. L'intervento riparativo è stato attuato nei tre casi mediante una cervicotomia con diretta apertura della fistola, sutura della parete esofagea, sutura della pars membranacea su tessuto sano e quindi protezione delle suture mediante interposizione, tra trachea ed esofago, dei muscoli pretiroidei trasposti e fissati alla fascia prevertebrale. In due casi il decorso postoperatorio non è stato gravato da complicanze, mentre il paziente mantenuto in ventilazione assistita nel decorso postoperatorio ha mostrato in dodicesima giornata una recidiva della FTE e quindi il progressivo instaurarsi di uno stato settico e l'exitus in ventesima giornata. Si sottolinea come il buon esito della riparazione della fistola sia condizionato in larga parte dall'autonomia respiratoria del paziente che garantisce dal riproporsi dei fenomeni di decubito ed infezione che sono alla base dell'instaurarsi della lesione.

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