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MINERVA CHIRURGICA

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Minerva Chirurgica 1999 July-August;54(7-8):477-84

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Nostra esperienza in tema di escissione per via transanale degli adenomi tubulo-villosi del retto

Blanco G. F., Giordano M., Torelli I., Di Bella F.


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Obiettivo. Gli Autori riportano la loro esperienza in tema di escissione per via transanale delle lesioni polipoidi adenomatose del retto nel pieno rispetto della funzione sfinterica.
Metodi. Dal 1985 al 1997 sono stati operati 27 pazienti affetti da polipi adenomatosi del retto (17 maschi e 10 femmine), tutti compresi fra i 3 e i 10 cm dall'orifizio anale, con età media di 60,4 anni (range 30-81). Due sono state le tecniche adottate: quella descritta da Parks e l'elettroresezione mediante lembo trattore secondo Faivre.
Risultati. Non si sono verificate complicanze postoperatorie quali emorragie, incontinenza e stenosi, e nulla è stata la mortalità operatoria. L'esame istologico definitivo ha dimostrato in 6 casi (22,2%) la presenza di displasia grave, sinonimo di carcinoma in situ, mentre 9 (33,3%) sono stati i polipi cancerizzati. In un solo caso l'escissione locale ha rivestito un ruolo palliativo: le gravi condizioni generali del paziente, tuttavia, controindicavano un intervento più impegnativo; la comparsa a distanza di 12 mesi di una recidiva locale accompagnata da metastasi epatiche ne condizionava sfavorevolmente la prognosi, con una sopravvivenza di 22 mesi. Tre pazienti sono stati persi al follow-up e 2 sono deceduti per altra patologia a 6 e 8 anni dall'intervento.
Conclusioni. Gli Autori pertanto esprimono un giudizio favorevole nei riguardi delle tecniche proposte da Parks e da Faivre, che trovano indicazione nel trattamento dei polipi villosi del retto fino a 8-12 cm dall'orifizio anale, anche in presenza di focolai circoscritti di malignità. Tali tecniche, relativamente facili e poco traumatizzanti, rappresentano inoltre una valida alternativa nei pazienti anziani o ad elevato rischio di complicanze generali se operati per via addominale o addomino-perineale, oltreché in caso di palliazione. Viene sottolineata, infine, l'importanza di un accurato follow-up da protrarre per lungo tempo allo scopo di diagnosticare il più precocemente possibile le eventuali recidive adenomatose.

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