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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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Minerva Cardioangiologica 2011 Feb 01

lingua: Inglese

Activity of endothelial factors on myocardial inotropy

Folino A. 2, Rastaldo R. 2, Cappello S. 1,Chiribiri A. 1, Pagliaro P. 2,Losano G. 1

1 Physiology Division, Department of Neuroscience, University of Turin, Turin, Italy;
2 Department of Clinical and Biological Sciences, University of Turin, Turin, Italy


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Sia l’ossido nitrico (NO) che le endoteline possono fare aumentare o diminuire la contrattilità cardiaca. Un effetto inotropo positivo è la risposta a basse concentrazioni di NO, mentre un effetto inotropo negativo è indotto da alte concentrazioni. L’attivazio-ne di una proteina-chinasi A e di una proteina-chinasi G sono responsabili rispettivamente dell’aumento e della diminuzione della contrattilità. Mentre è di fatto impossibile conoscere la concentrazione basale di NO, quando donatori di NO o agenti che stimolano la NO-sintetasi fanno aumentare la produzione di NO, l’effetto più frequente è una diminuzione della contrattilità. Questo effetto inotropo positivo rappresenta una protezione contro l’azione mal adattativa di un’aumentata produzione di angiotensina II e di catecolamine nello scompenso cardiaco. A differenza di quanto si osserva per l’NO, l’effetto principale delle endoteline è un aumento della contrattilità. Mentre l’aumento della contrattilità viene attribuito all’attivazione degli scambiatori Na+/H+ e Na+/Ca2+, la diminuzione sembra dipendere dall’attivazione della via NO-GMPc da parte dei recettori endotelinici B. Poiché la concentrazione delle endoteline aumenta in varie malattie cardiovascolari, il blocco dei recettori endotelinici è stato proposto come misura terapeutica. Lo studio dei fattori endoteliali iperpolarizzanti ha infine rivelato l’azione inotropa positiva dell’isoforma 14,15 degli acidi epossieicosatrienoici.

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