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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2014 Aprile;62(2):193-203

lingua: Inglese

Nuove prospettive per l’impianto transcatetere della valvola aortica: più di una “semplice” alternative alla chirurgia

Niglio T. 1, Galasso G. 1, Piccolo R. 1, Di Gioia G. 1, Strisciuglio T. 1, Esposito G. 1, Trimarco B. 1, Piscione F. 2

1 Department of Advanced Biomedical Sciences Federico II University, Naples, Italy;
2 Department of Medicine and Surgery University of Salerno, Salerno, Italy


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Al giorno d’oggi, il gold standard nel trattamento della stenosi aortica è quello della sostituzione chirurgica. Tuttavia l’impianto transcatetere della valvola aortica (TAVI) è considerata una valida alternativa in pazienti inoperabili o ad alto rischio chirurgico. Diversi trial hanno mostrato la fattibilità, l’efficacia e la sicurezza della TAVI, considerando che ormai è possibile attuare una strategia notevolmente personalizzata per questo tipo di pazienti sulla base delle loro condizioni cliniche e anatomiche. La selezione del tipo di valvola (CoreValve® o Edwards Sapien®) e del tipo di approccio transcatetere (transfemorale, transapicale, transucclavia o con approccio aortico diretto) rappresentano delle tappe importanti nella gestione clinica della stenosi aortica. Tuttavia, il tasso di mortalità non è basso e, considerato l’elevato rischio clinico di questi pazienti, soprattutto legato a motivi non cardiaci. Inoltre le caratteristiche di minore invasività, recupero più rapido, ridotta morbidità, migliore tolleranza psicologica, tipiche della TAVI, suggeriscono quanto questa tecnica possa essere utilizzata in un numero maggiore di casi, diventando una valida alternativa terapeutica anche in pazienti con stenosi aortica severa con basso rischio chirurgico o asintomatici. È necessario che i pazienti con stenosi aortica siano identificati dalla comunità medica a seguiti nel tempo prima che diventino candidati esclusivi per strategie “estreme”.

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