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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2014 Febbraio;62(1):105-16

lingua: Inglese

Sindrome epato-renale e sindromi cardiorenali di tipo I e II: il caso di due approcci terapeutici antitetici per due simili substrati fisiopatologici di nefropatia reattiva vasomotoria

De Vecchis R. 1, Esposito C. 2, Di Biase G. 3, Ariano C. 3

1 Cardiology Unit, Presidio Sanitario Intermedio “Elena d’Aosta” Naples, Italy;
2 Institute of Hygiene and Preventive Medicine Second University of Naples, Naples, Italy;
3 Neurorehabilitation Unit “S.Maria del Pozzo” Clinic Somma Vesuviana, Naples, Italy


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Gli autori riassumono gli attuali orientamenti terapeutici valevoli per la sindrome epatorenale (hepatorenal syndrome, HRS) e per le sindromi cardiorenali (cardiorenal syndromes, CRS), rispettivamente. Viene delineata la possibilità che esista un comune sfondo patogenetico per queste entità nosologiche, consistente in riduzione del volume ematico circolante effettivo, a causa della vasodilatazione splancnica nell’HRS, e della caduta dell’indice cardiaco con aumento della pressione venosa centrale nei vari tipi di CRS. In entrambe le patologie, una condizione di relativamente scarso riempimento arterioso (“arterial underfilling”) è in grado di elicitare multipli meccanismi che promuovono ritenzione di acqua e di sodio, attraverso l’attivazione della sezione ortosimpatica del sistema nervoso autonomo e la stimolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone e di quello della arginin-vasopressina. Questi adattamenti neuro-ormonali concorrono poi allo instaurarsi di una nefropatia vasomotoria che origina ‑ con le medesime caratteristiche di risposta riflessa vasocostrittrice renale ‑ dalla vasodilatazione splancnica, nel caso di HRS, o dalla caduta del flusso renale e dei gradienti di perfusione e di filtrazione intra-renali nel caso di CRS. Nonostante queste somiglianze di terreno patogenetico, l’insufficienza renale della HRS rispetto a quella delle CRS è trattata con approccio farmacologico diametralmente opposto: infatti la sospensione dei diuretici e la somministrazione di agenti vasocostrittori rappresentano il trattamento di prima scelta nella HRS, mentre nelle CRS l’approccio consiste nel forzare la terapia diuretica e continuare il trattamento con ACE-inibitori. Sono quindi succintamente presentati e discussi i “pro” e i “contro” di queste strategie, che sono tuttora materia di discussione da parte di medici e ricercatori.

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