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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2013 October;61(5):547-62

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Stent intracoronarici autoespandibili nel trattamento della coronaropatia: nuovi sviluppi e direzioni per il futuro

Lu H., Grundeken M. J., Koch K. T., Wykrzykowska J. J.

Department of Cardiology Academic Medical Center University of Amsterdam, Amsterdam, The Netherlands


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Il primo stent impiantato nella circolazione coronarica umana era uno stent autoespandibile (AE), il quale è stato introdotto quasi simultaneamente ai primi stent con palloncino espandibile (PE) sul finire degli anni ‘80. Al giorno d’oggi, la maggior parte degli stent disponibili vengono inseriti attraverso il gonfiaggio del palloncino. Mentre gli stent con PE raggiungono la loro dimensione finale al momento dell’impianto, lo stent AE continua ad ampliarsi da giorni a settimane dopo la procedura di impianto. I potenziali vantaggi delle proprietà di autoespansione e autoposizionamento degli stent in nitinol, una lega metallica superelastica di nichel e titanio, potrebbero essere la riduzione del malposizionamento acuto, tardivo e acquisito dello stent, con un conseguente minore rischio di restenosi dei vasi bersaglio. Diversi stent in nitinol sono stati sviluppati e valutati clinicamente e sono attualmente utilizzati nella pratica clinica quotidiana. Tuttavia, è importante migliorare e ottimizzare ulteriormente il disegno degli stent AE e applicare nuove strategie per lo sviluppo delle future generazioni di stent AE. La presente review fornisce una panoramica sullo sviluppo di questi dispositivi e sull’evidenza clinica attualmente disponibile per gli stent AE.

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j.j.wykrzykowska@amc.uva.nl