Home > Riviste > Minerva Cardioangiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Cardioangiologica 2013 August;61(4) > Minerva Cardioangiologica 2013 August;61(4):451-60

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2013 August;61(4):451-60

lingua: Inglese

Recupero neurologico dopo arresto cardiaco extra-ospedaliero: esperienza di sopravvivenza in una rete urbana e predittori all’ammissione in ospedale

Corrada E. 1, Mennuni M. G. 1, Grieco N. 2, Sesana G. 2, Beretta G. 3, Presbitero P. 1

1 Cardiovascular Department, Humanitas Clinical and Research Center, Rozzano, Milan, Italy;
2 SS U.Em. 118 Milano Centrale Operativa AO Niguarda Cà Granda, Milan, Italy;
3 SS U.Em. 118 Lodi Centrale Operativa AO Lodi, Lodi, Italy


PDF  


Obiettivo. Scopo di questo studio era quello di identificare i predittori precoci di recupero neurologico e valutare la sopravvivenza correlata allo stato neurologico alla dimissione in pazienti (pz) ricoverati dopo un arresto cardiaco extraospedaliero (OHCA).
Metodi. Sessantatre pz consecutivi ricoverati dopo OHCA di qualsiasi causa cardiaca sono stati classificati in base alla sopravvivenza ed alla categoria di performance neurologica (CPC) in una scala da 1 a 4 alla dimissione. Le variabili preospedaliere e quelle raccolte in pronto soccorso (PS) sono state analizzate per identificare quelle predittive di un recupero neurologico definito come CPC=1 e 2.
Risultati. La sopravvivenza ospedaliera è stata del 60%. Dei sopravvissuti il 68% e il 32% presentava rispettivamente CPC 1-2 e CPC 3-4. Durante un anno di follow-up il 96% dei pz classificati come CPC 1-2 è sopravissuto e il 100% dei pz CPC 3-4 è morto. Nei pz classificati come CPC 1-2 la presenza del personale dei mezzi di soccorso al momento dell’arresto, l’esecuzione della rianimazione cardiopolmonare da parte dei testimoni, la chiamata dei soccorsi per dolore toracico, l’assenza di una storia di cardiopatia e una scala Glasgow del coma (GCS) ≥9 all’arrivo in PS sono più frequenti mentre il tempo dall’“OHCA al ritorno del circolo spontaneo (ROSC)”, dall’“arrivo dei mezzi di soccorso al ROSC” e dal “primo DC shock al ROSC” sono stati significativamente più corti. Il tempo dal primo DC shock al ROSC nei pz con fibrillazione ventricolare come ritmo di presentazione e il tempo dall’OHCA al ROSC nei pz con arresto testimoniato sono risultati predittori indipendenti di recupero neurologico.
Conclusioni. Il 41% dei pz ricoverati nel nostro centro di terzo livello dopo un OHCA è stato dimesso con una CPC 1-2 e a un anno di follow-up il 96% era vivo, mentre tutti i pz classificati con CPC 3-4 sono morti. Informazioni facilmente documentabili come il tempo dall’OHCA al ROSC e il tempo dal primo DC shock al ROSC sono predittori precoci indipendenti del recupero neurologico.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

elena.corrada@humanitas.it