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Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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Impact Factor 0,752

 

Minerva Cardioangiologica 2013 Agosto;61(4):437-49

 ARTICOLI ORIGINALI

Terapia BNP-guidata versus terapia convenzionale guidata dai sintomi e segni clinici in pazienti ambulatoriali con scompenso cardiaco cronico. Uno studio retrospettivo

De Vecchis R. 1, Esposito C. 2, Di Biase G. 3, Ariano C. 4

1 Cardiology Unit, Presidio Sanitario Intermedio, “Elena d’Aosta”, Naples, Italy;
2 Institute of Hygiene and Preventive Medicine Naples, Italy;
3 Neurorehabilitation Unit Clinica “S. Maria del Pozzo” Somma Vesuviana, Naples, Italy;
4 Casa di Cura “S. Maria del Pozzo” Somma Vesuviana, Naples, Italy

Introduzione. È attualmente oggetto di dibattito la questione se la terapia assistita da determinazioni seriate dei livelli ematici di peptide natriuretico di tipo B (BNP) possa migliorare gli outcomes clinici nei pazienti con scompenso cardiaco cronico (CHF) rendendo più efficace la prevenzione degli episodi, talora letali, di destabilizzazione emodinamica e clinica della insufficienza cardiaca (ADHF: Acutely Decompensated Heart Failure).
Metodi. È stato effettuato uno studio caso-controllo, arruolando dei pazienti reduci da ADHF e analizzati per un periodo medio di follow-up di 4 mesi. I pazienti che morivano o che erano interessati da sintomi di scompenso cardiaco riacutizzato venivano assunti come casi; per ogni caso, veniva reclutato come controllo almeno un paziente, vivo ed esente da nuovi episodi di insufficienza cardiaca. Inoltre, casi e controlli erano appaiati per alcune variabili, così da ridurre il più possibile il confondimento. È stato esplorato il possibile ruolo della terapia BNP-guidata come predittore di diminuito rischio di morte da tutte le cause e di nuovi ricoveri correlati a scompenso cardiaco.
Risultati. Sono stati arruolati 28 casi e 44 controlli. La caduta del BNP >60% rispetto al livello basale, misurata al 5° giorno del ricovero ospedaliero per ADHF, è risultata capace di predire una diminuzione statisticamente significativa del rischio dello endpoint composito “morte da tutte le cause e nuove ospedalizzazioni da scompenso cardiaco” (hazard ratio=0.1508; 95% IC: 0.049-0.463 p=0.001). Inoltre, un basso volume di filtrato glomerulare/min al momento del ricovero (<60ml/min/1.73 m2) è risultato associato ad un aumentato rischio del predetto endpoint composito, alla fine di quattro mesi di follow-up (hazard ratio=7.1785; IC 95%: 1.574-32.725 p=0.0113). Al contrario, la terapia BNP-guidata si è rivelata associata con un rischio simile di morte e/o ospedalizzazione correlata a scompenso cardiaco, rispetto allo approccio convenzionale basato sulla valutazione esperta di sintomi e segni.
Conclusioni. In pazienti ambulatoriali con CHF, una caduta del BNP > 60% rispetto al livello basale riscontrata al 5° giorno dopo il ricovero per ADHF è apparsa associata a favorevole outcome clinico al termine di un follow-up di 4 mesi, tanto nei pazienti con terapia BNP-guidata che in quelli con terapia regolata sulla base del quadro clinico. Inoltre, nei medesimi pazienti ambulatoriali con CHF reduci da episodio di ADHF, nessun significativo miglioramento dello endpoint “morte da tutte le cause e ospedalizzazioni da scompenso cardiaco” è stato rilevato nel gruppo con terapia BNP-guidata rispetto a quello trattato con terapia modulata sulla base dei sintomi e segni clinici.

lingua: Inglese


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