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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi

Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4725

Online ISSN 1827-1618

 

Minerva Cardioangiologica 2013 Giugno;61(3):281-94

NOVITÀ IN CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA: NUOVE TERAPIE E MODERNI DISPOSITIVI NEL 2013 

Salvare i pazienti con shock cardiogeno post-SCA

Mwesige J. 1, Uriel N. 2, Singh M. 1, Prasad H. 1, Stapleton D. 1, Kaluski E. 1, 3

1 Department of Medicine, Robert Packer Hospital, Guthrie Health-Care System, Sayre, PA, USA;
2 Columbia Presbyterian College of Physicians and Surgeons, New York, NY, USA;
3 Division of Cardiology, University Hospital and New Jersey Medical School, Newark, NJ, USA

L’adozione della rivascolarizzazione precoce quale strategia preferita in tutti gli infarti del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) e nelle sindromi coronariche acute (SCA) senza sopraslivellamento del tratto ST all’interno dei registri nazionali ha comportato una notevole riduzione dell’incidenza dello shock cardiogeno (SC) post-SCA, sebbene l’incidenza dello SC al momento del ricovero non sia mutata. La mortalità ospedaliera e a 30 giorni dovuta allo shock cardiogeno resta eccessivamente elevata nelle strutture con capacità di rivascolarizzazione coronarica. Gli studi che hanno esaminato il valore incrementale della contropulsazione intraortica (IACP) o del supporto circolatorio meccanico (SCM) avanzato non hanno mostrato una significativa riduzione della mortalità. La mortalità resta del 45-60% e dipende dalle caratteristiche cliniche dei pazienti, dalla rivascolarizzazione tempestiva ed efficace e dal SCM avanzato nei candidati adatti. La maggior parte dei sopravvissuti allo SC mostra una capacità funzionale e una qualità della vita soddisfacenti. Gli autori propongono la “classificazione Guthrie” per lo SC post-SCA. Tale classificazione facilita una migliore caratterizzazione dei pazienti con shock cardiogeno (SC) reclutati nei registri e negli studi clinici, consentendo inoltre al medico di definire meglio gli obiettivi e i benefici della terapia per i soggetti con SC. La precisa fisiopatologia dello SC post-SCA resta poco chiara a livello biochimico e cellulare. Svelare e modificare tali processi resta imprescindibile per qualsiasi modifica fondamentale agli esiti dello SC post-SCA.

lingua: Inglese


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