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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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  NOVITÀ IN CARDIOLOGIA


Minerva Cardioangiologica 2012 October;60(5):473-89

lingua: Inglese

Restenosi negli stent farmaco-eluenti e negli stent in metallo nudo: diverse conoscenze meccanicistiche derivanti dall’istopatologia e dall’imaging ottico intravascolare

Byrne R. A., Joner M., Tada T., Kastrati A.

Deutsches Herzzentrum and 1. Medizinische Klinik, Klinikum rechts der Isar Technische Universität, Munich, Germany


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Una crescente evidenza suggerisce l’esistenza di importanti differenze nei processi di restenosi in seguito all’innesto di stent farmaco-eluenti (DES) e di stent in metallo nudo. L’esame preclinico e gli studi di autopsie umane hanno mostrato che l’elevata efficacia dei DES rispetto agli stent in metallo nudo nel prevenire la restenosi è controbilanciata da un ritardo nella guarigione del segmento arterioso in cui è stato innestato lo stent. La restenosi degli stent in metallo nudo è caratterizzata generalmente da un tessuto omogeneo ricco di cellule muscolari lisce, mentre la restenosi dei DES è più spesso di tipo ipocellulare e ricca di proteoglicani. Inoltre, la neo-aterosclerosi intra-stent sembra avere un decorso accelerato nei DES. Gli studi di controllo angiografico mostrano che, mentre la formazione di neointima raggiunge il picco sei mesi dopo l’innesto degli stent in metallo nudo, la formazione di neointima dopo la terapia con i DES è temporalmente spostata verso destra e rimane un processo dinamico e costante (perdita luminale tardiva e progressiva) che può durare fino a cinque anni. La diffusa disponibilità della tomografia a coerenza ottica (TCO) ad alta risoluzione sta fornendo una migliore comprensione della fisiopatologia della restenosi intra-stent. Mentre la restenosi degli stent in metallo nudo è caratterizzata da un’ecogenicità prevalentemente omogenea del tessuto iperintenso, il pattern stratificato o la composizione tissutale eterogenea sono più comuni nella restenosi dei DES. Oltre a ciò, dati preliminari suggeriscono che l’attenuazione tissutale potrebbe aumentare in relazione al tempo. Ciononostante, la scarsità di studi sulla correlazione istopatologica diretta implica che la composizione tissutale di tali lesioni resti di tipo speculativo. Si attendono con impazienza dati da studi appositamente disegnati sulla correlazione tra imaging e patologia, in adeguati modelli preclinici della restenosi e in campioni autoptici. Inoltre, sebbene il follow-up clinico longitudinale a lungo termine sia necessario per definire la rilevanza clinica dei riscontri dell’imaging ottico, la natura della restenosi come entità patologica implica che la sua evoluzione naturale sia spesso alterata da un mandato d’intervento ripetuto subito dopo l’acquisizione dei dati.

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