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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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  SCOMPENSO CARDIACO


Minerva Cardioangiologica 2012 August;60(4):347-62

lingua: Inglese

Ruolo dell’imaging nello scompenso cardiaco

Todiere G. 1, 2, Marzilli M. 1

1 University of Pisa , Pisa, Italy;
2 MRI-lab, G. Monasterio Foundation, Regione Toscana, Pisa, Italy


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Lo scompenso cardiaco rappresenta la principale causa di mortalità e reospedalizzazione nella società occidentale. Con lo sviluppo della tecnologia applicata al campo medico e diagnostico in particolare, negli ultimi anni abbiamo assistito all’esplosione dell’imaging cardiovascolare, per cui il cardiologo clinico si trova a dover interagire con metodiche diagnostiche che in passato erano di pertinenza esclusiva del cardiologo superspecialista se non addirittura del radiologo. La necessità di comprendere un nuovo linguaggio è fondamentale nella corretta scelta del percorso diagnostico e terapeutico del singolo paziente in una sindrome, lo scompenso cardiaco, che in realtà rappresenta la via comune di molteplici patologie di pertinenza cardiovascolare. Accanto alle metodiche classiche, imprescindibili nella quotidianità clinica, come la radiografia del torace, l’ ecografiacolordoppler e cardiaca bidimensionale, abbiamo assistito negli ultimi anni all’ingresso nella pratica clinica della Risonanza magnetica cardiaca, della TC cardiaca e delle nuove applicazioni ecocardiografiche o al nuove applicazioni della medicina nucleare fino ad arrivare all’ imaging ibrido. Tutte queste metodiche costituiscono nell’insieme strumenti utili al clinico per una accurata caratterizzazione non invasiva dello scompenso, sia in termini eziologici che prognostici e quindi, di conseguenza, per la gestione terapeutica. Tuttavia il peso radiologico di tali esami da una parte e il momento di crisi economica dall’altro, impone un dibattito serio sulla sostenibilità di tali metodiche diagnostiche, spesso estremamente complicate, e di conseguenza sarà sempre più evidente la necessità di spostare l’attenzione e le risorse sulla formazione del Cardiologo Clinico che dovra’ sapere scegliere tra queste metodiche ed integrarne al meglio i risultati.

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