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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2012 June;60(3):275-90

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Protocollo di mappaggio di attivazione per l’identificazione della tachicardia atriale

Zoppo F., Brandolino G., Zerbo F., Bertaglia E.

Division of Elettrofisiology, Mirano Civil Hospital, Venice, Italy


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Obiettivo. La tachicardia od il flutter atriale (ATAF) sono sostenuti dal meccanismo del rientro o da attività focale. L’ entrainment è largamente utilizzato per diagnosticare il rientro, ma non sempre è conclusivo. Abbiamo valutato un protocollo di mappaggio di attivazione per identificare il meccanismo micro, macrorientrante o focale della ATAF.
Metodi. Dal dicembre 2004 all’agosto 2008 454 pazienti sono stati sottoposti ad ablazione per tachicardie sopraventricolari. Tra questi abbiamo selezionato 52 pazienti con ATAF e valutati mediante il protocollo mappaggio. I restanti 402 casi corrispondenti ad AVNRT, AVRT e flutter atriale tipico comune sono stati esclusi.
Risultati. Abbiamo rilevato 58 morfologie di ATAF (ciclo medio 297,2±98 ms); 53/58 mappate con successo, mentre il protocollo non è stato diagnostico per 5/58 morfologie. Tra le 53 ATAF identificate, 25/53 (47%) erano macroreentranti (gruppo MATs), mentre 12/53 (23%) erano focali (gruppo FATs) o microreentranti (gruppo MIATs) (16/53, 30%). Il procedura è stata efficace in 25/25 casi nel gruppo MAT, in 11/12 (91.7%) casi del gruppo FAT, ed in 16/16 casi del gruppo MIAT. A fine procedura, 44/52 (85%) pazienti sono risultati non inducibili. Ad un follow-up di 21,5 mesi (±12,5), 36/52 (70%) pazienti non avevano avuto recidive di ATAF. La non-inducibilità a fine procedura è stato identificato come predittore di liberta da recidive di ATAF nel follow-up. (92,1% vs. 60%, P=0,005, OR: 0,09; 95% CI 0,18-0,51, P=0,006).
Conclusioni. Il protocollo proposto di mappaggio di attivazione potrebbe da solo essere efficace nell’identificare il meccanismo di una tachicardia atriale, soprattutto quando le tecniche di mappaggio mediante pacing (entrainment) non sono tecnicamente applicabili.

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