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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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  CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA


Minerva Cardioangiologica 2012 Febbraio;60(1):95-100

lingua: Inglese

Inibitori della glicoproteina IIb/IIIa e bivalirudina in pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo

Mahmoudi M., Waksman R.

Division of Cardiology, Department of Internal Medicine, Washington Hospital Center, Washington, DC, USA


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L’intervento coronarico percutaneo (percutaneous coronary intervention, PCI) è attualmente lo standard di cura per i pazienti con sindrome coronarica acuta (acute coronary syndrome, ACS), nonché per i pazienti con angina “stabile” nei quali la terapia medica non ha avuto successo e il PCI rappresenta quindi un’alternativa accettabile alla rivascolarizzazione chirurgica. La terapia antipiastrinica e antitrombotica aggiuntiva durante PCI è finalizzata ad attenuare i rischi associati all’attivazione e all’aggregazione delle piastrine, alla rottura della placca da causa iatrogena, e alla formazione di trombi durante la procedura. L’obiettivo di questa review è stato quello di presentare una sintesi delle evidenze emerse dagli studi randomizzati che hanno confrontato una strategia basata sulla combinazione di eparina e un inibitore della glicoproteina IIb/IIIa (glycoprotein IIb/IIIa inhibitor, GPI) con una strategia basata sull’uso di bivalirudina in pazienti sottoposti a PCI elettivo e urgente.

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