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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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  CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA


Minerva Cardioangiologica 2012 February;60(1):57-70

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Aggiornamenti sulla terapia percutanea della valvulopatia mitralica

Ussia G. P. 1, 2, Cammalleri V. 1, Scandura S. 1, Immè S. 1, Pistritto A. M. 1, Ministeri M. 1, Chiarandà M. 1, Caggegi A. 1, Barbanti M. 1, Aruta P. 1, Tamburino C. 1, 2

1 Division of Cardiology, Ferrarotto Hospital, University of Catania, Catania, Italy:
2 Excellence Through Newest Advances (ETNA) Foundation, Catania, Italy


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L’insufficienza mitralica (IM) è la seconda valvulopatia più frequente nel mondo Occidentale. Il gold standard di trattamento, come indicato dalle attuali linee guida, è rappresentato dall’intervento chirurgico tradizionale, di riparazione o di sostituzione valvolare. Purtroppo nel “mondo-reale” un numero rilevante di pazienti, sintomatici con IM severa, non viene attualmente sottoposto a trattamento chirurgico della valvulopatia a causa dello stimato alto rischio chirurgico, dovuto prevalentemente alla presenza di comorbidità. Sulla base di questi risultati la ricerca, in questi ultimi anni, ha focalizzato il proprio interesse nei confronti di un approccio trans-catetere per il trattamento dell’IM, in modo da ripristinare la funzione valvolare in modo minimamente invasivo. Attualmente sono disponibili, sia nella pratica clinica sia ancora in fase di sperimentazione, diverse tecniche percutanee. L’unico dispositivo a possedere attualemnte il marchio CE è il Sistema MitraClip (Abbott Vascular, Abbott Park, IL, USA), che simula la tecnica chirurgica edge-to-edge di Alfieri. Questo approccio si è dimostrato sicuro ed efficace nel ridurre l’IM severa e determinare un significativo miglioramento della classe funzionale e del tasso di ri-ospedalizzazioni. A differenza dei pazienti arruolati nel trial EVEREST, che presentavano prevalentemente valvulopatia degenerativa e conservata funzione sistolica ventricolare sinistra, i pazienti attualmente trattati nella pratica quotidiana, presentano un maggiore profilo di rischio, IM prevalentemente ad eziologia funzionale, spesso disfunzione ventricolare sinistra e scompenso cardiaco in fase avanzata. I risultati provenienti dal “mondo reale” dimostrano pertanto come la riparazione percutanea con Sistema MitraClip sia fattibile ed efficace anche in questo subset di pazienti, suggerendo questa tecnica come valida alternativa alla cardiochirurgia nei pazienti giudicati ad alto rischio o inoperabili.

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