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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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CASI CLINICI  


Minerva Cardioangiologica 2011 Dicembre;59(6):613-6

lingua: Inglese

Pervietà del forame ovale: un insolito caso di diagnosi errata

Rigatelli G., Dell’Avvocata F., Ronco F.

Section of Adult Congenital and Adult Heart Disease, Cardiovascular Diagnosis and Endoluminal Interventions, Rovigo General Hospital, Rovigo, Italy


PDF  ESTRATTI


La pervietà del forame (patent foramen ovale, PFO) ovale sta diventando in Europa, meno che in America, una patologia sovradiagnosticata e sovratrattata. Una donna di 34 anni emicranica, con episodi di ipostenia e paralisi al braccio destro, venne indirizzata a un ospedale periferico per un check-up neurologico. Il Doppler delle carotidi e delle vertebrali era negativo, ma alla risonanza magnetica (MR) cerebrale vennero evidenziate delle lesioni puntiformi di probabile natura ischemica. Un ecocardio transtoracico aveva evidenziato una pervietà del forame ovale con un probabile shunt dx-sx e un moderato aneurisma del setto interatriale, ma la paziente non era stata sottoposta a ecocardio trans esofageo, poiché non tollerava tale procedura. Allo screening emocoagulativo si era dimostrata solo una iperomocisteinemia. Nell’ipotesi di embolie ricorrenti attraverso il PFO favorite dalla iperomocisteinemia, la paziente venne inviata al nostro centro per ecografia intracardiaca ed eventuale chiusura per cutanea di PFO. La procedura però non evidenziava alcuna pervietà del forame ovale, né shunt dx-sx. Un anno dopo, durante il follow-up neurologico, la paziente diveniva severamente sintomatica per ipostenia al braccio sinistro e parestesie sia da sforzo che a riposo. La paziente era quindi sottoposta ad angio-MR del torace e degli arti superiori al fine di escludere eventuali malattie organiche dei grandi vasi che potessero causare impotenza funzionale. La MR dimostrava una sindrome dello stretto toracico, con occlusione funzionale della vena succlavia all’abduzione del braccio con probabile trombosi della stessa. La paziente venne quindi inviata in chirurgia toracica per la correzione chirurgica.

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