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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2011 December;59(6):601-12

lingua: Italiano

Fisiopatologia della cachessia nella insufficienza cardiaca: ruolo del sistema neuroendocrino

Dei Cas A., Muoio A., Zavaroni I.

Dipartimento di Medicina Interna e Scienze Biomediche, Università degli Studi di Parma, Parma, Italia


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L’insufficienza cardiaca (IC) rappresenta una patologia ad elevato impatto clinico e socio-economico gravata da una severa prognosi che peggiora considerabilmente una volta che si è instaurata la cachessia. Alterazioni neuro-ormonali, metaboliche, emodinamiche ed immunologiche contribuiscono all’instaurarsi ed alla progressione della stessa. In corso di cachessia cardiaca, nonostante l’aumento dei fattori oressigeni (catecolamine, ghrelina, neuropeptide Y) e la riduzione di quelli anoressigeni (leptina), l’appetito risulta ridotto. L’inappropriata risposta ipotalamica a questi segnali ormonali sembra essere mediata da una disfunzione del sistema della melanocortina (ad azione anoressizzante) che risulta iperattivato e da una riduzione dell’attivazione del neuropeptide Y. Si assiste inoltre ad un alterato equilibrio tra fattori anabolici (alterazione asse growth hormone/insulin-like growth factor-I, resistenza insulinica), e catabolici (elevati livelli di catecolamine, elevato rapporto cortisolo/diidroepiandrosterone ed attivazione di citochine pro-infiammatorie quali tumor necrosis factor-alpha TNF-a, interleuchina-6, interleuchina-1‚) con conseguente perdita di massa muscolare. Questa revisione si focalizza sul complesso ruolo del sistema neuroendocrino nel controllo del bilancio energetico, dell’appetito e del metabolismo in corso di insufficienza cardiaca. Lo studio dei precisi meccanismi coinvolti in queste alterazioni neuroendocrine, unitamente ad un approccio integrato multidisciplinare nel campo della cardiologia neuroendocrina e metabolica con la cooperazione di più figure specialistiche quali il cardiologo, l’immunologo e l’endocrinologo potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche e migliorare la prognosi di questi pazienti.

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