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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,752


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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2011 October;59(5):447-54

lingua: Inglese

Stent coronarico bioattivo con rivestimento in titanio-ossido nitrico Titan-2: un nuovo passo in avanti nella cardiologia interventistica

Karjalainen P. P., Nammas W.

Heart Center, Satakunta Central Hospital, Pori, Finland


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L’introduzione degli stent medicati ha rivoluzionato il settore della cardiologia interventistica, riducendo l’incidenza della restenosi dal 50% al 70%. Tuttavia, recenti dati preoccupanti derivanti da registri e meta-analisi hanno evidenziato maggiori tassi di trombosi tardiva e molto tardiva da stent associate a stent medicati. Lo stent bioattivo con rivestimento in titanio-ossido nitrico (Titan-2) è stato prodotto tramite un processo brevettato di rivestimento della superficie di uno stent d’acciaio inossidabile con titanio-ossido nitrico basato sulla tecnologia al plasma utilizzando la nano-sintesi tra gas e metallo. Questo recente tipo di stent ha dimostrato un’eccellente biocompatibilità, come illustrato dai minori tassi di aggregazione piastrinica e deposizione di fibrina e dalla migliore endotelizzazione. Studi clinici, preclinici e registri che interessano popolazioni “real life” non selezionate hanno mostrato un basso tasso di eventi cardiaci avversi gravi in un follow-up a lungo termine. I tassi di restenosi sono paragonabili a quelli degli stent medicati con la trombosi da stent molto rara. Risultati egualmente favorevoli sono stati ottenuti in pazienti a elevato rischio di restenosi intra-stent, come pazienti diabetici e piccoli vasi. I risultati in pazienti con sindrome coronarica acuta sono stati paragonabili a quelli degli stent medicati, con una tendenza di minor incidenza di infarto miocardico e stent trombosi. Anche i confronti con gli stent medicati di seconda generazione sono stati promettenti.

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