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Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
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Impact Factor 0,752

 

Minerva Cardioangiologica 2011 Agosto;59(4):309-19

 ARTICOLI ORIGINALI

Variazione degli angoli di biforcazione delle coronarie dopo procedure di stenting: relazioni con la tecnica usata e con l’outcome sfavorevole (analisi tridimensionale)

Hassoon M., De Belder A., Saha M., Hildick-Smith D.

The Sussex Cardiac Centre , The Royal Sussex County hospital , Brighton, UK

Obiettivo. L’angioplastica coronarica transluminale percutanea (percutaneous transluminal balloon coronary angioplasty, PTCA) sulle biforcazioni delle coronarie si associa a bassa percentuale di successo, alto tasso di complicanze e necessità di rivascolarizzazione. Ci siamo proposti di analizzare: 1) la variazione degli angoli, valutata con misure 3D, dopo impianto di stent a livello delle biforcazioni coronariche; e 2) se la variazione di questi angoli possa essere un indicatore predittivo di outcome sfavorevole.
Metodi. Gli angiogrammi coronarici di 102 pazienti con lesioni delle biforcazioni sono stati analizzati con un software 3D (CardiOp-B) prima e dopo l’impianto di stent. Sono state misurate le variazioni dell’angolo tra tratto prossimale del tronco principale dell’arteria e ramo laterale (BA), e dell’angolo tra tratto distale del tronco principale e ramo laterale (BS). È stata considerata significativa una variazione ≥5° dopo stenting. I risultati sono stati confrontati con follow-up clinico.
Risultati. Le lesioni sulle biforcazioni comprendevano 66 lesioni della discendente anteriore sinistra/primo ramo diagonale (LAD/D1), 15 lesioni del tronco principale sinistro (LMS), 19 lesioni della circonflessa atrioventricolare/margine ottuso (AVCx/OM), e 2 lesioni alla crux della coronaria destra (RCA). BA e BS misuravano 138.3°±17.2° e 64.3°±20.6° rispettivamente. L’apertura dello stent ha modificato significativamente BA e BS nell’80-90% dei casi. Inoltre, si è osservata una correlazione positiva tra l’ampiezza di BS e l’entità della variazione di BS stesso dopo stenting. BA non è stato condizionato dalla complessità della procedura di stenting, mentre BS ha mostrato un aumento significativamente maggiore nelle strategie di stenting complesse rispetto alle strategie più semplici (P<0,05). Nel 15,6% dei pazienti si sono manifestate complicanze legate alla procedura. L’incidenza di complicanze intraospedaliere è risultata più bassa quando BA è aumentato (P<0,05). Anche l’incidenza a un anno delle complicanze composte intraospedaliere e tardive è risultata significativamente più bassa quando BA è aumentato di ≥5° (P=0,027). I casi con riduzione di BA si sono associati all’80% in più di complicanze rispetto ai casi con aumento di BA. Nessuna correlazione è stata riscontrata tra la variazione di BS e le complicanze sia intraprocedurali che tardive.
Conclusioni. La misura 3D degli angoli di biforcazione delle coronarie prima della procedura di stenting può permettere di prevedere le variazioni della geometria della biforcazione dopo stenting. Una riduzione di BA dopo impianto di stent è un forte indicatore predittivo di outcome meno favorevole nelle procedure di stenting delle biforcazioni coronariche.

lingua: Inglese


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