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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Cardioangiologica 2011 Giugno;59(3):225-33

lingua: Inglese

PCI primaria nella STEMI - dilemmi e controversie: la malattia multivasale nei pazienti affetti da STEMI. La rivascolarizzazione completa rispetto quella Culprit nell’infarto miocardio acuto da elevazione del tratto ST

Jeger R. V., Pfisterer M. E.

Department of Cardiology, University Hospital Basel, Basel, Switzerland


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La migliore strategia riguardante l’intervento coronario percutaneo (percutaneous coronary intervention, PCI) per l’infarto miocardio acuto da elevazione del tratto ST (ST-elevation myocardial infarction, STEMI) nella malattia multivasale è un aspetto ancora non risolto. Nonostante le attuali linee guida raccomandino che la PCI nelle arterie non-Culprit non dovrebbe essere tentata a meno che il paziente sia emodinamicamente instabile, non è chiaro se migliori la prognosi utilizzare la PCI nelle arterie coinvolte nell’infarto come unica strategia di completa rivascolarizzazione oppure se debba far parte di un approccio multivasale simultaneo o a stadi. Sulla base dei dati a disposizione, la PCI nelle lesioni Culprit ha il vantaggio di avere una procedura di durata inferiore, una più piccola quantità di colorante da usare, e un tasso inferiore di infarti del miocardio periprocedurali, mentre la completa rivascolarizzazione ha un tasso inferiore di angina ricorrente e una migliore frazione di eiezione ventricolare sinistra. Sebbene i dati disponibili diano risultati controversi riguardo la giusta strategia da scegliere, l’unico trial randomizzato mostra che la strategia PCI multivasale dovrebbe essere portata avanti malgrado il periodo di completa rivascolarizzazione. In ogni caso, per evitare i potenziali rischi associati alla PCI multivasale simultanea, una strategia di rivascolarizzazione completa a stadi sembra essere la scelta migliore. Dovrebbe essere considerato se modificare le linee guida attuali per rispondere di queste considerazioni e se dovrebbero essere eseguiti altri trial controllati randomizzati per avvalorare le attuali conoscenze.

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