Home > Riviste > Minerva Cardioangiologica > Fascicoli precedenti > Minerva Cardioangiologica 2011 April;59(2) > Minerva Cardioangiologica 2011 April;59(2):135-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,695


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2011 April;59(2):135-8

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Alterazione dei livelli di peptide natriuretico cerebrale come indicatore predittivo di recidiva di fibrillazione atriale dopo cardioversione elettrica

Ruggiero F., Santini L., Gallagher M. M., Papavasileiou L. P., Romano V., Canziani F., D’annibale S., Romeo F.

Department of Cardiology, Tor Vergata University, Rome, Italy


PDF  


Obiettivo. Una precoce recidiva di fibrillazione atriale (atrial fibrillation, AF) è frequente dopo cardioversione elettrica (electrical cardioversion, ECV). La possibilità di pronosticare con precisione una recidiva di AF potrebbe consentire un impiego più selettivo dell’ECV e la somministrazione mirata di una terapia antiaritmica nei pazienti ad elevatissimo rischio di recidiva.
Metodi. Abbiamo preso in considerazione pazienti consecutivi candidati a cardioversione di AF, e abbiamo reclutato nello studio quelli che non presentavano valvulopatia cardiaca, insufficienza cardiaca o pacemaker permanente. In tutti i pazienti è stata eseguita un’ecocardiografia e sono stati misurati i livelli sierici di peptide natriuretico cerebrale (BNP) nelle 24 ore precedenti l’ECV. I livelli di BNP sono stati ricontrollati a distanza di 1, 7, 30 e 90 giorni dall’ECV e, in ogni occasione, è stato registrato un ECG.
Risultati. Abbiamo preso in considerazione 24 pazienti consecutivi. Cinque sono stati esclusi. In tutti i 19 pazienti ammessi nello studio la cardioversione è stata eseguita con successo, con ripristino del ritmo sinusale. In nove casi si è verificata una recidiva di AF. La recidiva di AF era associata alla durata della AF, alle dimensioni dell’atrio sinistro, alla presenza di ipertensione e al livello di BNP prima della cardioversione. Dopo la cardioversione, il livello di BNP si è abbassato significativamente. Il livello di BNP successivo alla cardioversione non ha mostrato una correlazione con la recidiva di AF.
Conclusioni. Anche in soggetti senza valvulopatia cardiaca e insufficienza cardiaca, un livello elevato di BNP è predittivo di una recidiva di AF dopo ECV. Il livello a cui scende il BNP dopo la cardioversione non è predittivo di una recidiva di AF.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

mark_m_gallagher@hotmail.com