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MINERVA CARDIOANGIOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Cuore e dei Vasi


Official Journal of the Italian Society of Angiology and Vascular Pathology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Cardioangiologica 2011 April;59(2):121-6

lingua: Inglese

Outcome cardiovascolare in pazienti in emodialisi asintomatici sottoposti a trattamento medico aggressivo: risultati del follow-up a quattro anni

Summaria F., Manca Di Villahermosa S., Tedesco M., Lonzi M., Colarieti G., Chamoun M. G., Taccone Gallucci M.

Department of Cardiology and Nephrology, Policlinico Casilino, Rome, Italy


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Obiettivo. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morbilità e mortalità nei pazienti con insufficienza renale cronica in trattamento dialitico. I fattori di rischio cardiovascolare tradizionali e quelli emergenti non sono in grado di spiegare questo eccesso di morbilità e mortalità inoltre non sono stati ancora chiariti il ruolo e il “timing” delle strategie di prevenzione primaria. Lo scopo di questo studio era di valutare se un trattamento farmacologico preventivo aggressivo potesse ridurre il livello di ischemia miocardica e quindi migliorare la prognosi nei pazienti dializzati.
Metodi. Sono stati valutati 43 dializzati asintomatici. In particolare sono stati arruolati solo dializzati senza storia né evidenza clinica di malattia cardiovascolare per un totale di 31 pazienti. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a scintigrafia miocardica da stress al Tecnezio-99m SESTAMIBI (SPECT) e hanno ricevuto un trattamento farmacologico aggressivo con statine, antiaggreganti, ACE-inibitori e/o bloccanti dei recettori dell’angiotensina e se richiesto dal quadro clinico altri farmaci anti-ipertensivi, ipoglicemizzanti, sevelamer, carbonato di calcio e calcitriolo.
Risultati. È stata documentata una riduzione significativa della riserva funzionale coronarica in più del 50% dei dializzati asintomatici ed è stata migliorata da un trattamento medico aggressivo e prolungato. Al termine di un follow-up medio di quattro anni non sono state osservate differenze significative né rispetto all’incidenza dei fattori di rischio convenzionali e di quelli emergenti né all’outcome cardiovascolare dei pazienti con o senza ischemia miocardica silente.
Conclusioni. Essendo le malattie cardiovascolari la causa principale di morte nei pazienti dializzati, un trattamento medico aggressivo è indicato nella prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari in tutti i pazienti dializzati a prescindere dalla documentazione allo stress test di ischemia miocardica inducibile.

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